La strana e sfortunata storia dei Saturnalia

SATURNALIA – Magical Love

Gruppo:Saturnalia
Titolo:Magical Love
Anno:1973
Ristampa:2019
Provenienza:Regno Unito
Etichetta:Black Widow Records
Contatti:Spotify
TRACKLIST

  1. Magical Love
  2. She Brings Peace
  3. And I Have Loved You
  4. Winchester Town
  5. Traitor
  6. Soul Song
  7. Princess And The Peasant Boy
  8. Dreaming
  9. Step Out Of Line
DURATA:38:55

I Saturnalia furono una meteora londinese dei primi ‘70, con una storia molto sfortunata alle spalle. Il gruppo venne fondato dal chitarrista Rod Roach e dal suo amico e compagno di scuola Adrian Hawkins sul finire degli anni ‘60, dopo una serie di esperienze minori che portarono i due a conoscere e aggiungere alla formazione il batterista Tom Compton, il bassista e tastierista Richard Houghton e la cantante e femme fatale austriaca Aletta Lohmeyer (chiamata sempre e soltanto Aletta).

Nei meandri dell’internet si trova il racconto di un amico di Roach che parla di come i Saturnalia dovessero essere il grande trampolino per il chitarrista e il suo amico cantante dopo che la band precedente, gli Horse, che incise un debutto omonimo nel 1970 su RCA Victor, si sciolse senza ottenere il successo sperato. Ma le cose non andarono come previsto. Magical Love viene ricordato come il primo picture disc della storia a essere stampato con un centro estraibile che rappresentava un doppio ologramma 3D, e come quasi sempre accade la prima volta non è mai quella giusta: molti di quei vinili uscirono dalla stamperia fallati, con gravi problemi di riproduzione e in buona sostanza inservibili. E finirono sotto il letto di Roach, che li distribuiva ad amici e conoscenti perché non aveva più soldi per rimandarli indietro allo stampatore.

Le pochissime copie funzionanti della prima edizione di Magical Love oggi online viaggiano a diverse centinaia di euro, mentre tutte le altre non valgono una mazza perché inutilizzabili, e fu solo nel 1992, quasi vent’anni dopo la pubblicazione originale, che l’unico album dei Saturnalia vide una prima ristampa, ma solamente in cd e in una versione monca, poiché mancavano le ventotto (!) pagine di libretto che la band aveva originariamente creato per accompagnare il proprio disco. All’interno di questo, oltre alla presentazione di ciascun membro, c’è una vera e propria costruzione narrativa astrologica: si parla del Tempio dell’Amore Magico, di cosa sia e come lo si possa raggiungere, e dei dodici archetipi, figure archetipiche, appunto, cui ciascun singolo essere umano può essere ricollegato. E poi illustrazioni, informazioni sulla registrazione, sul management e sugli elementi — aria, acqua, terra e fuoco — e i modi in cui questi interagiscono tra loro. Un vero e proprio libro insomma, che fa da compendio ai quaranta minuti scarsi di registrazione, e senza il quale la godibilità dell’album risulta sicuramente più limitata. Altri dieci anni e finalmente qualcun altro si ricordò dei Saturnalia, così nel 2003 uscì una ristampa completa di libretto, sia in vinile che in cd, ma le copie si volatilizzarono. Arriviamo così al 2019, quando la genovese Black Widow riporta Magical Love nei negozi, di nuovo in un’edizione completa e filologicamente fedele.

Tutta questa complicata storia e ancora non ho tirato in ballo la cosa migliore, la musica, perché i Saturnalia, se non fossero stati degli hippy sul lastrico, avrebbero sicuramente avuto più fortuna. Il lavoro di Roach e compagni è un ottimo esempio di rock settantiano con le mani in pasta un po’ dappertutto: un po’ psych, un po’ folk, un po’ hard, un po’ prog. Canzoni varie, che spaziano dai due minuti e mezzo a oltre gli otto, doppie voci, acuti e assoli, qualche tastiera allucinata qua e là e una fortissima componente narrativa. A volte online si legge il nome dei Saturnalia paragonato a quello dei ben più celebri e prolifici Renaissance, anche loro votati a una forma di rock molto ibrida e folkeggiante, ma facendo un po’ di attenzione è facile scoprire come questa associazione non sia poi così esagerata: a produrre Magical Love fu Keith Relf, colonna degli Yardbirds e della band nata dalle ceneri di questi… i Renaissance.

Peccato che dopo quest’unica avventura il gruppo si sia sciolto e dei musicisti coinvolti si siano più o meno perse le tracce: Aletta è diventata una doppiatrice e nessuno dei suoi ex compagni d’arme è mai diventato una rockstar. Nonostante questo epilogo amarognolo, l’unico disco dei Saturnalia non ha perso una briciola del proprio fascino nemmeno quarantasei anni dopo: Magical Love è una piccola e misconosciuta perla che avrebbe meritato decisamente altre attenzioni all’epoca, ma non è mai troppo tardi per rimediare.

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