SATURNIA – Alpha Omega Alpha | Aristocrazia Webzine

SATURNIA – Alpha Omega Alpha

Informazioni
Gruppo: Saturnia
Titolo: Alpha Omega Alpha
Anno: 2012
Provenienza: Portogallo
Etichetta: Elektrohasch
Contatti: myspace.com/saturniamusic
Autore: Mourning

Tracklist
CD 1
1. I Am Utopia
2. Aura
3. Obsidian Spiral
4. Arcadian Watcher
5. Rings Of Smoke
6. Clepsydra
7. Alpha Omega
8. Mikado Players & Lotus Eaters

CD2
1. Moving Mandala
2. Trance Dance
3. Mellifluous
4. Specialists Of The Invisible
5. Tetrahedron
6. Grand Lodge Forever
7. Cosmonication

DURATA: 1:58:03

I Saturnia, ovvero il portoghese Luis Simões e la sua realtà solo-project attiva dal 1996, a non volere cadere in errore dovrebbero essere arrivati alla quinta pubblicazione con “Alpha Omega Alpha”, un doppio cd che di base è fortemente influenzato dallo stile krautrock e sperimentale che act quali Tangerine Dream, Amon Düül e Guru Guru hanno portato alla ribalta; aggiungete una forte impronta stilistica di matrice Pink Floyd e qualche tratto che li accomuna agli odierni Hypnos 69, peraltro prodotti anch’essi dalla Elektrohasch di Stefan Koglek dei Colour Haze (presente nel lavoro con un cameo vocale), e avrete la summa della cifra artistica che eleva i Saturnia.
L’album è di quelli giganteschi, due ore di musica psichedelica in certi frangenti più orientaleggianti quasi da “mille e una notte” con la presenza del sitar, effettato o meno, a emanare vibrazioni rilassanti e oniriche, così come quella del flauto a donare una peculiarità silvestre e ariosa. La cosa bella è che tutto il lavoro è svolto dalla figura di Luis il che, tenendo conto della durata dei brani e degli stravolgimenti costanti di un sound che tramite i sintetizzatori si fa spazio anche in territori ultraterreni, capirete non è semplice da mantenere in tensione emotiva costante per “accalappiare” l’interesse dell’ascoltatore.
In effetti l’unico difetto del platter è proprio quello di subire un’altalena di sensazioni che coniugata all’estensione dei pezzi non gioca a favore. Per quanto siano incontestabili il valore delle scelte compositive e l’uso dei vari strumenti e delle soluzioni ritmiche, a esempio le dinamiche tribali di accompagnamento tese a rinforzare quello spettro rituale che cresce di attimo in attimo, è però inevitabile pensare ad “Alpha Omega Alpha” come a un buon vino da bere a sorsi moderati o comunque un bicchiere di fiato riprendendosi poi con calma prima di scolarsi l’altro perché le due ore di musica tramutate in un’unica sessione sono inizialmente l’esperimento per conoscerlo completamente. E credetemi se vi dico che è un relax tutt’altro che rilassante, tant’è che per valutarlo con la dovuta attenzione vi è necessariamente bisogno di dare un quantitativo di tempo e di giri nello stereo eguale a entrambe le parti in modo da ricevere il piacere emesso dalle sottili sfaccettature che ne segnano l’andare In caso contrario si “rischierebbe” di finire per innamorarsi di un pezzo o una sezione del platter, di solito quella che più colpisce ad impatto l’orecchio, giocando così a discapito del resto e ciò ridurrebbe notevolmente il potenziale espresso dal complesso relegandolo a un misero contorno, sarebbe un vero peccato.
Saturnia uguale libertà, siete pronti a evadere dalla routine? Siete pronti a lasciarvi alle spalle il mondo di rumore e di modernità che ci attanaglia? Il portale che conduce al cosmo è a vostra completa disposizione, cosa dovete fare per accedervi? Solo premere il tasto “play” ed enjoy.