SCENT OF DEATH – Of Martyr’s Agony And Hate

SCENT OF DEATH – Of Martyr’s Agony And Hate

Informazioni
Gruppo: Scent Of Death
Titolo: Of Martyr’s Agony And Hate
Anno: 2013
Provenienza: Spagna
Etichetta: Pathologically Explicit Recordings / Sevared Records
Contatti: facebook.com/scentofdeathmetal
Autore: Mourning

Tracklist
1. Awakening Of The Liar
2. The Enemy Of My Enemy
3. Ego Te Provoco
4. Feeling The Fear
5. A Simple Twist Of Fate
6. Man Kills, God Too
7. The Father’s Sins
8. The Sleeper Must Awake
9. Sear Me In A Sea Of Snakes

DURATA: 39:26

Gli Scent Of Death non sono un nome nuovo all’interno della scena death, la formazione spagnola si era presa un bel periodo di pausa dopo aver pubblicato l’ep “Entangled In Hate” nel 2002 e il primo album “Woven In The Book Of Hate” nel 2005, sono infatti dovuti trascorrere sette anni circa per avere la possibilità di ascoltarne il successore, finalmente “Of Martyr’s Agony And Hate” è stato dato alla luce.
Sono anticristiani, brutali e cattivissimi, questi iberici hanno piazzato nove martellate che inchiodano nuovamente il Cristo in croce, le influenze sono palesemente statunitensi, troviamo nomi tutelari quali Immolation e Morbid Angel seguiti a ruota da Hate Eternal, Deicide e qualche sprazzo e più di Suffocation e Origin sparsi qui e là a reggere le sorti di un disco che smantella l’udito grazie a una prestazione strumentale solidissima, a una vena compositiva più che discretamente ispirata e a un cantato che neanche tanto celatamente ricorda quelli dei mitici Ross Dolan, Eric Rutan e Glen Benton.
Signori siamo lì, nella zona che fa male, che lascia il segno e ci fa godere di più, nell’area che comprende il death metal che adoriamo da sempre interpretato in maniera spaccaossa e malvagia così come dovrebbe sempre esser fatto.
Non ci sono attimi di pausa, la scaletta infila un’emozione negativa dietro l’altra, la pressione assecondando l’incedere dei pezzi tende a compattarsi utilizzando sfuriate schiaccia-crani o alimentando brevi aperture nelle quali si condensano rabbia e livore.
Che gli Scent Of Death siano una band a oggi molto più capace e tecnicamente migliore rispetto al passato lo chiarisce sin da subito la stupenda opener “Awakening Of The Liar” — sì, ho pensato subito alla mazzata degli Hate leggendone il titolo, del resto i polacchi una volta avevano la salutare abitudine di produrre dischi di questo stampo e non le stronzate filo-Behemoth plastificate alle quali si sono dedicati da un quinquennio a questa parte — incalzando incalzando con un riffato non solo prestante e minaccioso, ma che evidenzia quanto la coppia di chitarristi composta da Bernardo Estévez e Jorge Fernández sia affiatata e abbia curato attentamente le rifiniture dei dei brani.
Questo aspetto si nota in maniera ancor più particolareggiata in “Man Kills, God Too”, non mettendo però di lato la parte belluina che esplode cinica e bastarda in “Feeling The Fear” e aumentando il tasso atmosferico con la breve e indovinata strumentale “The Sleeper Must Awake” posta a dare il là al carro armato conclusivo dal titolo “Sear Me In A Sea Of Snakes”.
“Of Martyr’s Agony And Hate” è una bestemmia in musica dotata di un lavoro dietro al mixer di tutto rispetto, il cui operato contribuisce a demolire il divino.
Non fanno poi di certo eccezione i testi — ok, qualcuno potrà argomentare dicendo che si fa un bel “girotondo” tematico su cliché ormai strabusati ed è vero, tuttavia con le note malevole prodotte dalla compagine si sposano alla grande) — e le soluzioni grafiche per cromatica e scelte iconoclastiche, abbiamo quindi una degna rappresentazione a 360° di ciò che significa vivere e alimentarsi con questo tipo di musica.
Citando il booklet degli Scent Of Death: “Where is your god now?”, probabilmente sarà stato abbattuto dalla violenza contenuta nel disco, motivo per cui con gioia premo nuovamente “play” e consiglio calorosamente agli amanti del genere di entrare in possesso di “Of Martyrs’s Agony And Hate”, è salutare.

Facebook Comments