SCENT OF REMAINS – Parasite

 
Gruppo: Scent Of Remains
Titolo:  Parasite
Anno: 2011
Provenienza:  U.S.A.
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Snake In The Grass
  2. BTK
  3. Parasite
DURATA: 16:45
 

Nel 2010 avevo avuto il piacere di recensire il debutto dei groove metaller statunitensi Scent Of Remains, mi è arrivata da poco un'email del chitarrista Herb Hiems in cui il musicista mi comunicava l'avvenuta modifica della formazione, sono infatti usciti di scena il buon cantante Daniel Fischer e Luc Nuytten, chitarrista ritmico, a cui sono subentrati rispettivamente Jeremy Jones e Adam Feder.

I ragazzi si sono rimessi subito in marcia e i lavori per il successore di "Mind.Thought.Fear" sembrano a buon punto, intanto hanno inviato tre tracce in anteprima per farmi saggiare le qualità dei nuovi membri.

La formazione continua a muoversi sulle coordinate groovy che ne hanno caratterizzato il recente passato, sia "BTK", "Parasite" che "Snake In The Grass" sono impostate come mazzate pure e semplici, c'è tanto di Pantera quanto di 'Tallica, il riffato è in più di un fraseggio percettibilmente heavy-oriented in stile Black Label Society, siamo lì, per fortuna i cardini portanti sono rimasti gli stessi e anche la prestazione solistica solida e melodicamente ben calibrata di Herb conferma che la direzione è quella corretta da seguire.

Il cambio dietro al microfono si percepisce eccome invece, la voce di Jeremy è stridula negli attimi dediti allo scream, anche se soffocato, e possiede maggior definizione nel growl. Non è poi lontano il pensiero e il consecutivo collegamento alla figura di Anselmo anche se data la proposta Randy Blithe dei Lamb Of God sembra più adeguata almeno per quanto concerne la fase incazzata e dura, la parte pulita è infatti similare a quella di un altro cantante, tutt'altro che da poco, ma che si colloca all'interno della scena nu/alternative metal, Chad Gray, un animale da palco con i suoi Mudvayne.

In qualità di antipasto questo "Parasite" fa prospettare un'uscita di tutto rispetto, magari non innovativa o particolarmente al di fuori dai canoni stilistici già delineati, tuttavia un'ennesima dimostrazione d'impatto e discreta elaborazione del songwriting da parte del gruppo proveniente dal Tennessee, non ci rimane dunque che attenderne il nuovo album.

 

 

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