SCENT OF REMAINS – Under A Blackened Sky

 
Gruppo: Scent Of Remains
Titolo:  Under A Blackened Sky
Anno: 2013
Provenienza:  U.S.A.
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. F.Y.F.T.
  2. The Forfeit
  3. Hold You Under
  4. From Ash We Rise
  5. BTK
  6. Exhale, Oblivion
  7. Wakefield
  8. This Present Darkness
  9. Shepherd
  10. Snake In The Grass
  11. Parasite
  12. Unholy
  13. These Dying Days
DURATA: 55:34
 

In questi ultimi anni ho avuto modo di comunicare con tanti artisti, fra questi c'è anche Herb Himes, il chitarrista della band statunitense degli Scent Of Remains che mi ha tenuto aggiornato sull'evolversi della situazione interna alla formazione e sulle sue uscite.

Oggi, dopo aver avuto occasione di scrivere di "Mind.Thought.Fear" nel 2010 e dell'ep "Parasite" 2011, ho l'opportunità di dire la mia su "Under Blackened Sky". Il loro secondo lavoro. Un album che in parte modifica il tiro, aggiungendo una componente melodica e una fruibilità maggiormente accentuate, soprattutto per quanto concerne le aperture in voce pulita.

La band di Knoxville continua a muoversi su coordinate perlopiù comuni a quelle del debutto tramite l'utilizzo del metodo del bastone e della carota, orchestrato in maniera più che soddisfacente per garantire alle tracce sia impatto che piglio orecchiabile, grazie al possente groove e al riffato spesso in bilico fra le due aree. Così facendo viene fornito lo spazio alle intrusioni solistiche di Herb e all'alternanza fra cantato aggressivo growl/scream e pulito per filtrare e apportare cambiamenti significativi all'atmosfera dei vari pezzi.

Le migliorie procurate alla fase di composizione non fanno registrare chissà quale stravolgimento nell'operato del gruppo, che però ha acquisito una dimestichezza maggiore nello sfruttare le influenze da cui trae spunto. Troviamo quindi brani come "BTK", "Snake In The Grass" e "Parasite" — noti perché contenuti nel mini; della seconda preferisco addirittura proprio quella versione — che ci ricordano quanto fossero già preparati in tal senso, mentre episodi quali l'acustica "Wakefield" — che potrebbe far pensare agli excursus in questi territori da parte di Corey Taylor degli Slipknot — e la scura e galleggiante "Shepherd"  —nella quale inizialmente è possibile constatare l'intromissione degli Alice In Chains — mettono sul piatto ulteriori riprove del fatto che gli Scent Of Remains abbiano le idee ben chiare sul come e dove vogliano andare a parare.

"Under A Blackened Sky" è metallo ibrido composto, suonato e prodotto con cognizione di causa, adatto a coloro i quali seguono la scena groove e le correnti alternative, ma che al tempo stesso potrebbe risultare un ascolto non poi così indigesto anche per chi non necessariamente si rinchiude in scelte unicamente old school. Qua ci sono passione e buona musica.

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