SCORNAGE – ReaFEARance

SCORNAGE – ReaFEARance

Informazioni
Gruppo: Scornage
Titolo: ReaFEARance
Anno: 2012
Provenienza: Germania
Etichetta: Massacre Records
Contatti: facebook.com/Scornage
Autore: Mourning

Tracklist
1. Six Minutes To Fear
2. At First I Hate
3. Frozen Throne
4. We Bury Our Dead Alive
5. Face The Blade
6. Fury
7. In A Cage
8. Coming Back
9. The Holy Rape
10. Stabbed Again

DURATA: 49:45

La Germania è una delle patrie storiche del thrash e di gruppi venuti fuori da lì ve ne sono a migliaia, alcuni chissà per quale motivo rimangono insabbiati anche nei periodi in cui non vi sono lavori che si possano definire nuovi capisaldi del genere, tra i nomi che sfortunatamente sinora hanno avuto poca risonanza vi è anche quello degli Scornage.
La formazione è in giro dal 1998, ha sempre prodotto dei lavori onestissimi dotati di più che una discreta carica e, pur muovendosi in direzione “moderna” per alcuni appigli utilizzati in ambito groove e nello sviluppo del riffing, non si è mai concessa vere soluzioni che fuoriuscissero da una concezione dello stile eseguito con una forte componente old school, forse proprio questo rimanere in bilico li ha un po’ penalizzati.
Fatto sta che il 2012 ci consegna un quarto capitolo, “ReaFEARance”, che attesta senza dubbi che nel loro essere operai i tedeschi non sbagliano un disco.
La prestazione è energica, mai esageratamente veloce ma in alcuni tratti furiosa e coinvolgente, il riffato di Volker “Arry” Rahn e Tom Bronnenberg affetta l’aria, le asce svolgono il compito assegnato senza cali evidenti ed evitando una riproposizione ortodossa dello stile, è difficile trovare comunque una pecca vera e propria nell’operato di questi musicisti.
La sezione ritmica di Markus Breuer e Tom Freyer, rispettivamente bassista e batterista del combo, avrebbe potuto essere più varia, alle volte risulta forse sin troppo quadrata ma è anche vero che così facendo fornisce quella solidità ai brani che in più di una circostanza assomigliano a manate in pieno volto.
L’uomo che aggiunge un pizzico di pepe alla prova è il cantante Guido Grawe, la sua abilità nell’impostare il growl e lo scream, alternandoli in maniera efficace e prestante all’interno dei pezzi, favorisce la resa dinamica, cosa che potrete notare nell’opener “Six Minute To Fear” introdotta dal singer proprio tramite l’utilizzo di entrambi gli stili vocali.
I musicisti spingono e martellano se devono e quanto devono, mostrano un’ottima coesione in “We Bury Our Dead Alive” scandita da delle buone scariche sul rullante e impreziosita da un solo nella fase centrale che ne aumenta il valore scapocciante, si fa apprezzare il guitarworking di “At First I Hate” e della scatenata “Fury” infilando sul finale un trittico che vede succedersi “Coming Back”, “The Holy Rape” e “Stabbed Again” devastanti non solo per il drumming di Tom, è ancora una volta l’affiatamento della line-up ad apportare ai brani quella sostanza che ci vuole per colpire il bersaglio.
Quello che fa di “ReaFEARance” un buon album e non un ottimo album è il livello del complesso, che rimane ancorato a una valutazione ben superiore alla canonica sufficienza, mancando però di quelle canzoni, o comunque di quei riff, che ti si piantano in testa a vita, ciò che fa la reale differenza.
Gli Scornage sono un porto sicuro per gli amanti del thrash, mi ritengo sempre soddisfatto dopo l’ascolto di un disco simile, perché nella sua “normalità” dimostra quanto per comporre del thrash come si deve, non bastano un’attitudine di cartone e una iper produzione che teoricamente dovrebbero essere utili a salvare il culo di troppi neo-thrasher, ci vogliono passione, conoscenza reale di questo mondo e… passione l’ho già scritto? Va bene, rincaro la dose e intanto rimetto su “ReaFEARance”.

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