SCREAMING BANSHEE – The Chronicles

SCREAMING BANSHEE – The Chronicles

Informazioni
Gruppo: Screaming Banshee
Anno: 2010
Etichetta: Axiis Music
Contatti: www.myspace.com/screamingbansheemetal
Autore: Bosj

Tracklist
1. My Scream
2. Guardians Of The Tower
3. The Cursed
4. The Wisdom Of Mithrandir
5. One Day Of Sword

DURATA: 25:40

SCREAMING BANSHEE - The Chronicles Freschi del sodalizio con la neonata Axiis Music, i romani Screaming Banshee hanno ora l’occasione di stampare e distribuire su più larga scala l’ep con cui hanno debuttato al termine della scorsa estate, il qui presente “The Chronicles”; cinque canzoni di ispirazione death classica con cui i laziali si presentano ufficialmente al mondo, due anni dopo la loro formazione.
Nonostante la scarsa esperienza come combo, i membri del gruppo non sono comunque di primo pelo, ma vantano collaborazioni con diversi progetti più o meno noti dell’underground come gli Stormlord (in cui milita il batterista David Folchitto) o i Vlad (dietro il cui microfono cantava Alessandro Iacobellis); data la diversità delle varie bands in questione, credo che le passate esperienze dei singoli membri abbiano reso possibile il mescolarsi di differenti approcci, donando alla band un’indubbia personalità, nonostante tutte le composizioni siano farina del sacco del chitarrista e fondatore Luca Ficorella.
I cinque pezzi si presentano infatti piuttosto vari e decisamente convincenti a livello strutturale, dalla iniziale “My Scream” (con dei cori tuttavia rivedibili e un po’ fuori contesto), passando per la più lunga e variegata “Guardians Of The Tower”, con intro molto à la “Fade To Black” e passaggio in cantato pulito (in verità, il momento meno convincente dell’altrimenti sempre bravo Iacobellis), alla breve e veloce “The Wisdom Of Mithrandir”, decisamente americaneggiante, i cui natali sono da ricercare nei Morbid Angel dei primi tre lavori, ad, ancora, i momenti spiccatamente svedesi di “One Day Of Swords”, uscita direttamente da un disco scandinavo di primi anni ’90 (magari di Centinex o Dismember ).
Insomma, più che buone premesse, per non dire ottime, che però non riescono a rapire dal primo ascolto per quello che è il classico e più scontato problema di molti lavori autoprodotti: la produzione non convince. I suoni non sono valorizzati come meriterebbero, la voce spesso suona quasi offuscata, tirata via, e i riff e i ritmi di sei corde non sempre sono precisamente distinguibili, specialmente durante gli assoli, momenti in cui vengono più penalizzati, nonostante la gradevolezza del solo stesso; la batteria è l’unica che sembra risentire in maniera minore di tale inidoneo ed immeritato engineering (sono i piatti a farne le spese maggiori, mentre rullante e doppia cassa sono quasi sempre puliti e distinguibili).
Vista però la collaborazione con un’etichetta, ora siamo in attesa di un lavoro completo, sperando che i ragazzi abbiano la possibilità di concentrarsi maggiormente sui particolari finali (magari, mi permetto di dirlo, anche in relazione al booklet, in cui quelli che suppongo essere i testi sono eufemisticamente illeggibili), cesellando quello che potrebbe facilmente essere un validissimo debut. Da parte nostra, il migliore in bocca al lupo.

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