SEED FROM THE GEISHA – Point Nemo

SEED FROM THE GEISHA – Point Nemo

 
Gruppo: Seed From The Geisha
Titolo: Point Nemo
Anno: 2015
Provenienza: Francia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. 48°52.6'S 123°23.6'W
  2. Ascetic
  3. Cast The Anchor
  4. 47
  5. Point Nemo
  6. Starving For Help
  7. The Road
  8. Cast The Anchor [versione acustica]
  9. 47 [versione acustica]
DURATA: 43:13
 

Come i Tool abbiano fatto proseliti ovunque è facile da capire: la band di Maynard James Keenan ha creato un'onda tale da influenzare buona parte delle nuove band alla ricerca di quel rock graffiante, disturbato, ma sempre con quel tocco di raffinatezza che non guasta mai. Ecco quindi che da Parigi arrivano i Seed From The Geisha, nome tanto strano quanto il mix di generi che i Francesi cercano di offrire. Nonostante si tratti della loro seconda prova, "Point Nemo" gode di un livello di strutturazione molto particolare: oltre ai cinque componenti fondamentali, infatti, quasi tutti i brani del disco beneficiano di un accompagnamento di violini che li rendono molto più corposi e melodici. E in effetti l'opera parte molto bene visto che le iniziali "Cast The Anchor" e "Ascetic" offrono un ottimo spunto per lasciarsi catturare dalle sonorità del gruppo.

Non parliamo di chissà quale eccentricità stilistica, sia chiaro: il cantante Inigo non ha la modularità né la potenza di Maynard, ma la maniera in cui si adatta perfettamente ai pezzi è molto piacevole, rendendo la propria voce più roca quando serve. In effetti questa mancanza di picchi comporta una contropartita: da una parte perché sono pochi i momenti strumentali degni di nota ("Starving For Help"), dall'altra perché, nonostante la durata media dei brani sia di cinque minuti, la monotonia sonora finisce per farvi confondere tra una canzone e l'altra. Non voglio sembrare troppo critico, tuttavia nonostante la prova su disco sia positiva, le tracce stesse soffrono di un'assenza di identità che differenzi l'una dalle altre: l'effetto è quello di un disco a traccia unica che non riesce a trovare mai una soluzione originale e da subito distinguibile. Anche la ballata "47" o i pezzi riproposti in versione acustica non cambiano il risultato finale, con questo miscuglio di tutto e troppo senza forma definita: piacevole, ma poco incisivo.

Siamo ancora agli inizi, certamente, non mi aspetto perciò un capolavoro come secondo album, soprattutto se autoprodotto come "Point Nemo", ma viste le premesse delle prime canzoni, mi attendevo qualcosa di più a fine ascolto. Un plauso, però, per la prova generale e per la cura delle foto del cartonato della confezione, davvero molto d'atmosfera. Una curiosità prima di chiudere: l'ordine delle canzoni non rispetta l'ordine presente sul retro di copertina. Perché? Boh, andatelo a chiedere ai Francesi… certe cose davvero non me le spiego. In compenso, mi auguro davvero che i Parigini riescano a fare un passo in più verso quello che potrebbe essere un piacevole gruppo rock moderno.

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