SEITA – Asymmetric Warfare

 
Gruppo: Seita
Titolo:  Asymmetric Warfare
Anno: 2012
Provenienza:  Olanda
Etichetta: SAOL
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TRACKLIST

  1.  The Awakening
  2. Godlike
  3. Know Your Enemies
  4. The Riot Starter Inside Everyone
  5. Reborn On Fire
  6. What Cures
  7. Baptism
  8. Oppressive Redemption
  9. No One But Me
  10. Ditadura
DURATA: 44:44
 

I Seita sono un gruppo brasiliano trasferitosi ad Amsterdam, suonano un death/thrash con forti tinte groove e sino a quest'anno avevano all'attivo il solo ep "Imprint Forever" del 2008, è infatti stato rilasciato sul finire del mese di marzo il debutto "Asymmetric Warfare".

Il quartetto si presenta in maniera spezzacollo sin dalle prime battute, aprendo con una "The Awakening" che punta chiaramente su riffing tagliente e ritmiche incessanti per invogliare l'ascoltatore a dimenarsi e convogliare la propria carica adrenalinica in pezzi che stringano la morsa il più possibile.

La mistura presenta evidenti radici nel suono nazionale dal quale provengono, l'ombra di realtà quali Sepultura, Torture Squad e Ratos De Porao è presente non solo nelle note, ma anche nello sviluppo delle tematiche fortemente a impatto sociale, è altresì vero che la pressione del groove porta però a citare nomi quali gli statunitensi Lamb Of God e gli svedesi The Haunted.

I Seita sono spesso in bilico, si muovono su una linea sottile che in alcuni momenti spingendo e arrembando arriva ad addentrarsi in territori death in maniera completa e il costante assalto vocale di Michel Gambini insieme agli scatti in blastato del batterista Dom Mura non fanno nulla per allontanare quel sospetto.

Il disco si lascia ascoltare passando da una martellante "Godlike" a un'accoppiata composta da "Know Your Enemies", nella quale si può apprezzare una discreta divagazione solistica, e una "Reborn On Fire" in cui appare un ritornello dalla più che buona orecchiabilità, sfilando sino a una "Baptism" terremotante seguita da una cattiva "Oppressive Redemption" concludendo poi il discorso con "Ditadura" che, pur possedendo coordinate similari alla totalità dei pezzi di "Asymmetric Warfare", permette a una vena melodica più consistente di prendere piede in chiusura, almeno si è cambiato leggermente registro prima della fine.

La band randella a non finire, questo è il pregio e difetto del lavoro, sanno sferrare dei colpi ben decisi e lo fanno con continuità, parliamo di un primo lavoro che dei fronzoli se ne fotte e preferisce i pugni in faccia, il che non è un male però l'omogeneità della proposta a lungo andare potrebbe far perdere qualche punto, eventualità non poi tanto lontana, ma fortemente a discapito del gusto personale.

Ciò che invece si potrebbe migliorare è l'apporto vocale di Michel, il cantante non si risparmia, è sul pezzo quasi sempre in maniera efficace con l'unico neo che il giostrare costantemente le proprie linee su un range di voce spinto e graffiante rischia di affievolire proprio quella sensazione di impatto frontale massiccio che coadiuva la parte strumentale, portando con sé un pizzico di monotonia, deve studiarci un po' su e trovare la soluzione che più si addice al suo modo energico d'investire sul brano.

La presentazione dei Seita ha il suo perché e per ora questo treno senza freni intitolato "Asymmetric Warfare" può sicuramente andar bene, per la conferma e il possibile salto di qualità dovranno affinare le armi e mi auguro lo facciano evitando di perdere la componente tritacarni aggressiva che li caratterizza.

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