SEKHMET – Opus Zrůdy

 
Gruppo: Sekhmet
Titolo:  Opus Zrůdy
Anno: 2010
Provenienza:  Repubblica Ceca
Etichetta: Aphelion Productions
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TRACKLIST

  1. Intro
  2. Nástroje Bolesti
  3. Cas Poselství
  4. Poprava
  5. Opus Zrudy
  6. Pochmurnost Vlastní Slepoty
  7. Legie Vítezství
  8. Písen Války
  9. Dejiny Nenávisti
  10. Under A Funeral Moon [cover Darkthrone]
DURATA: 54:07
 

Ci sono band che dell'ortodossia e della visione retrò del suono che presentano fanno un credo di vita, i cechi Sekhmet appartengono a questa schiera e non lo scopriamo sicuramente oggi.

La formazione, attiva dalla prima metà del decennio post 2000, giunge nel 2010 alla pubblicazione del terzo capitolo "Opus Zrůdy" rimanendo ancorata al passato. La primordialità dell'orda norvegese che diede origine al black scandinavo, qualche lieve influsso di stampo svedese, sferragliate rozze e bastarde un po' Aura Noir e richiami poi non troppo celati ai maestri della loro terra, i Master's Hammer, danno consistenza a un lavoro che non lascia nulla all'immaginazione sfoderando una prestazione maligna, diretta e che fra sfuriate al fulmicotone e classiche aperture lente in stile Darkthrone fornisce ai pezzi quell'atmosfera anni Novanta di cui famelicamente si nutre.

Addentrarsi in un ascolto dei Sekhmet porta a ripercorrere mentalmente sentieri già battuti, difficilmente non riuscirete a dare una collocazione sia in ambito temporale, sia per quanto riguarda la derivazione dalla band da cui han tratto ispirazione per modellare i brani, c'è però da dire che un disco bastardo, ruvido, in cui il fronzolo non ha motivo di esistere e nel quale la stessa produzione si propone come non perfetta ma neanche totalmente lo-fi o cacofonica, ha come scopo unico quello di ammorbare e conquistarsi la fiducia di chi l'ha inserito con le armi più elementari e tetre: violenza e oscurità. Non è quindi un caso che si trovi posta in chiusura una delle perle più belle del duo Nocturno Culto/Fenriz, "Under A Funeral Moon" sigillata in quel capolavoro di album che indossa con fierezza il titolo omonimo.

I Sekhmet non le mandano a dire, non hanno nessuna voglia di evolversi, di laccarsi, né tantomeno di cambiare le generalità di una proposta che sta loro a cuore e che continuano a tenere saldamente e canonicamente legata al black che fu, se siete fra quelli che pretendono coerenza e lo sguardo rivolto in segno di estrema devozione alle decadi passate, "Opus Zrůdy" fa decisamente per voi.

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