SELBST – Secular Compendium

Gruppo:Selbst
Titolo:Secular Compendium
Anno:2018
Provenienza:Cile
Etichetta:Sun & Moon Records
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TRACKLIST

  1. Veritas Filia Temporis I
  2. Veritas Filia Temporis II
  3. Slave Cults Of Idolatry
  4. Ninguna Devoción
  5. Bringers Of Misery
DURATA:53:49

Abbiamo già avuto modo, più e più volte, di parlarvi dell’operato della romena Sun & Moon Records, negli ultimi mesi con gli ungheresi Svoid e gli australiani Lucifer’s Fall. In questa occasione l’etichetta ci riporta nuovamente nell’altro emisfero, con i venezuelani Selbst (spostatisi in Cile nel 2016) e il loro Secular Compendium: nonostante risalga all’anno scorso, il lavoro è in realtà una raccolta di quanto realizzato dalla band sudamericana tra il 2011 e il 2014, che mette insieme i brani inclusi nel demo Veritas Filia Temporis e nei due split Three Ways Of ConsciousnessAversio A Deo Et Conversio Ad Creaturas.

Le cinque tracce contenute in Secular Compendium mettono in mostra un black metal interessante, molto orientato ai riff e alle melodie, con un buon equilibrio tra ritmiche incessanti e sezioni quasi easy listening per gli standard del genere. Già nei pezzi più datati, estratti dal demo del 2011, traspare uno stile abbastanza personale fatto di cambi di tempo e strutture articolate, frutto di un ottimo lavoro compositivo del leader N. Stile che risulta omogeneo lungo il disco, con le principali differenze che si notano in fase di produzione: è vero che in alcuni frangenti certe scelte tendono a togliere un po’ di lustro ai brani (i blast beat di “Slave Cults Of Idolatry” sono un po’ tediosi), ma si notano comunque dei suoni più puliti che rendono giustizia a uno stile sì grezzo, eppure non troppo da necessitare una produzione made in Norvegia nei primi anni ’90. L’impressione iniziale (e anche quella finale, a essere onesti) è che le due “Veritas Filia Temporis” si collocano una spanna sopra al materiale di poco successivo. Mai più di adesso ci viene da dire: il primo demo era meglio.

Il bilancio finale di Secular Compendium è sicuramente positivo, considerando lo status dei Selbst che, fino al 2014, hanno mosso giusto i primi passi senza pubblicare nulla in maniera ufficiale o autonoma. Le avvisaglie di ciò che arriverà prima con l’EP An Ominous Landscape e poi con il buon debutto omonimo sono già evidenti: un black metal sicuramente non innovativo né scevro da certe influenze, ma sicuramente degno di attenzione.

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