SELVANS – Clangores Plenilunio

Gruppo:Selvans
Titolo:Clangores Plenilunio
Anno:2015
Provenienza:Italia
Etichetta:Avantgarde Music
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TRACKLIST

  1. Lupercale
  2. Clangores Plenilunio
  3. Prologue
  4. ..In The Woods [cover In the Woods…]
  5. Epilogue
DURATA:30:59

Buona presentazione da parte degli abruzzesi Selvans, al debutto con un ep fondamentalmente composto da due tracce e una cover degli In The Woods…, che già di per se stessa — vista l’affatto scontata scelta — lascia ben sperare. Le coordinate dell’ormai duo dello Stivale (è recente l’abbandono del bassista Stolas, mentre il fondatore e batterista Jonny è mancato in un incidente stradale a lavoro ancora inedito) — bisogna dire — sono abbastanza differenti da quelle della formazione norvegese, ma è innegabile una certa continuità concettuale dei Nostri con il gruppo del fu Oddvar, almeno nella sua versione originale.

I Selvans cantano infatti di antiche leggende e tradizioni, di foreste e delle divinità che le abitano, il tutto in declinazione tanto black quanto folk metal. I brani non possono certo definirsi grossi, siamo ben lontani dai suoni pomposi ed epici dei Moonsorrow, ma sono suonati con una notevole grinta, tutta black, su cui si sposano perfettamente tastiere e fiati: tibiae, flauti e altri strumenti tradizionali, come definiti sullo stesso retro di copertina, sono parte integrante e anzi distintiva dell’impronta musicale del gruppo abruzzese. Le chitarre, forse leggermente penalizzate dal carico di suoni altri, si districano piacevolmente nel labirinto di Clangores Plenilunio, tuttavia soffrono una poca varietà nei momenti di accompagnamento, liberandosi con ottimi risultati quando — al contrario — la formazione spinge sull’acceleratore.

Registrazione e produzione, quasi del tutto operate ai Faunalia Studio della band stessa, sono altresì di ottima caratura, mettendo in risalto al punto giusto tutti i (molti, lo ripeto) elementi che compongono questo ep, senza però incappare nel facile tranello dell’iper-produzione. Certo è che i puristi del lo-fi devono rivolgersi altrove, ma il rischio di suoni smaltati e plasticosi è stato accuratamente scansato.

Un biglietto da visita di tutto rispetto, dunque, che nonostante la breve durata — meno di venti minuti senza la sorta di suite-omaggio agli In The Woods… — convince e colora di rosee speranze il futuro di un gruppo che speriamo sappia risollevarsi dalle tristi vicende di cui si è suo malgrado trovato protagonista. Il più grande in bocca al lupo ai Selvans, sperando di incrociare presto il loro album di debutto.

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