SEPIROT – Breaking The Code Of Silence

SEPIROT – Breaking The Code Of Silence

Informazioni
Gruppo:Sepirot (Hol)
Anno:2009
Etichetta:Crossfirecult Records
Autore:Mourning

Tracklist:
1. Thou Shall Not Trust
2. New World Order
3. Greed Saviour Dwelms
4. Snow Drenched in Blood
5. Amarous on Death
6. Ketuba
7. Unending Echobrain
8. Suicide Mist
9. Until Proven Guilty
10. Dying for Hatred

DURATA: 36:40

SEPIROT - Breaking The Code Of Silence

La giovane band olandese muove il passo definitivo lasciandosi alle spalle un demo e un ep per pubblicare quest’anno il debut “Breaking The Codes Of Silence”.
La formazione come molti degli act di questo periodo cavalca il revival del sound old school attingendo sia dall’ambito nazionale (Sinister) sia da quello svedese (Entombed, Grave, Nasum) portando alla luce un death con tratti grind di sicuro impatto.
L’album è ben bilanciato nel composto. Melodia, impatto, brutalità e groove sono ben dosati tanto da poter accontentare sia un ascoltatore moderno che un amante della vecchia scuola, un paio degli episodi sia per qualità che impostazione risaltano ed esaltano le doti organizzativo/creative dei Sephirot.
Le tracce di cui sopra accennavo formano quindi l’elitè all’interno del platter iniziando da “Greed Saviour Dwelms” con cui si viene ben accolti da una ritmica spacca cranio che sfocia in grind parts, a seguire “Amarous Death” dove le scelte di una multitudine di riff di valore si fondono con le linee melodiche e “Unending Echobrain” trascinante e pregna di quell’atmosfera retrò che tanto si brama e riesuma negli ultimi anni.
Da citare inoltre l’accoppiata conclusiva “Until Proven Guilty”/”Dying For Hatred”. La prima è decisamente la miglior prova del combo, non c’è un secondo del pezzo che non fornisca una scarica adrenalinica, la seconda invece tende nel break a ritmiche punkish stile Entombed e la cosa aggrada non poco.
Il disco risulterà gradevole a chi è appassionato soprattutto della scena svedese, il guitarwork spesso, fitto e le atmosfere tendenti ai toni scuri sono abituali dello stile scandinavo.
Le prestazioni personali si stagliano nella media emergendo solo a sprazzi, cosa che li farà momentaneamente faticare nel spuntarla su una quantità vasta e competitiva di release di genere similare.
Hanno bisogno di snellire il songwriting e cercare qualche soluzione che li renda un minimo personali non relegandoli a un puro derivato del death che fu perquanto ben fatto.
Non ci resta che mandare on air “Breaking The Codes Of Silence” e godercelo nella sua semplice genuinità augurando ai ragazzi di trovare strada propria per i tempi a venire.

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