SEPTORY – Seductive Art Profane

 
Gruppo: Septory
Titolo:  Seductive Art Profane
Anno: 2011
Provenienza:  Russia
Etichetta: Coyote Records
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TRACKLIST

  1.  Entangled Of Madness
  2. Seductive Art Profane
  3. Open Eyes Of Chaos
  4. Virtual God
  5. Victimized
  6. Self-Genocide
  7. The Endless Torments
  8. Final Path
  9. Blind Bastard Manifest
  10. Brake Your Idols
DURATA: 38:31
 

Ritornano a tre anni di distanza dal debutto "World War Chaos" i russi Septory, la formazione composta da Deiron (basso e voce), Haoth (chitarre) e Algor (batteria) riparte dalle basi solide già impostate riuscendo ad accentuare gli aspetti legati alla potenza espressa e alla qualità di una composizione odiernamente più matura e meglio impostata. Ciò che il trio ha estratto dal cilindro ha preso forma e titolo divenendo "Seductive Art Profane".

La proposta ha allentato lievemente la morsa per quanto concerne le accelerazioni, la fase ritmica si è affinata, possiede un'esposizione ragionata che mostra una crescita sia nelle idee che nelle intenzioni pratiche. La messa in atto di tale maturità viene esplicata al meglio nell'opener "Entangled Of Madness" e fa sì che si possano ascoltare canzoni quali "Open Eyes Of Chaos" e "Brake Your Idols", le hit classiche e dirette, quelle che ti vien da inserire in una papabile lista di pezzi da tasto play continuato, "Self-Genocide" arricchita dall'improvvisa apparizione di una sezione di violoncello, il leggiadro strumentale acustico "The Endless Torments" che precede l'arrembante "The Final Path" e l'annerimento atmosferico a carico di "Blind Bastard Manifest".

Non c'è tanto da chiedere a questi ragazzi, suonano death metal, lo fanno con i dovuti crismi, non strafanno migliorando a piccoli passi, lo si nota anche nel reparto legato alla produzione, la strumentazione è infatti più definita, la resa, soprattutto della batteria, sembra aver dato quell'aumento di corposità di cui si sentiva il bisogno in antecedenza.

I Septory marciano portando alta la bandiera del death e "Seductive Art Profane" n'è un degno figlio. Per un genere che sta collassando sotto i colpi di core act dei miei stivali e di frange onanistico-ossessive portatori del messaggio complichiamoci la vita che suona meglio, un album simile è pari a una naturale e godereccia boccata d'aria presa in alta montagna, consigliato a chi vuole ascoltare solo del semplice e ben suonato death metal.

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