SERENITY DIES – Hacksawcracy

SERENITY DIES – Hacksawcracy

Informazioni
Gruppo: Serenity Dies
Anno: 2010
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.myspace.com/serenitydies
Autore: Mourning

Tracklist
1. Bullet Reign
2. Psycho Ride
3. In Devils Symmetry
4. Blood Serenade
5. Hacksawcracy
6. Dystopian Law

DURATA: 28:53

SERENITY DIES - Hacksawcracy Provengono dalle Maldive i Serenity Dies, la formazione suona un thrash debitore ai grandi act anni Ottanta con lo spiccare di nomi quali Exodus, Anthrax, Metallica e Megadeth anche se convivendo col periodo musicale che stiamo affrontando non perdono occasione per dare vita a scanalature melodiche o riff di stampo moderno.
Il mescolare il vecchio col nuovo non è sempre una giusta scelta, gioca a favore dei ragazzi il fatto che questo sia un mini lavoro e non ci sia il tempo necessario per fornire all’ascoltatore un periodo così lungo da poterlo annoiare.
Le sei tracce contenute si dilettano mostrando una discreta dinamica complessiva e tirando in causa in più occasioni i nomi citati, se infatti in “Bullet Reign” l’ombra degli Exodus non la si percepisce soltanto per quanto riguarda il feeling dei riff ma anche in una interpretazione vocale che rimanda a Zetro, la successiva “Psycho Ride” sposta le scelte su lidi Anthrax tanto da ospitare Rob Caggiano in veste di solista, con “In Devils Symmetry” verrà fuori l’influsso Mustaine in maniera palese.
Per quanto le canzoni siano convincenti e ben suonate, il deja vù è quasi istantaneo, il viaggio prosegue con una scura e affilata “Blood Serenade”, le succederà la titletrack improntata più sulla spinta, meno controllata, irruenta nella sua esplosione thrash portando a conclusione l’ep con “Dystopian Law” tenendo i giri del motore elevati, l’episodio vede l’apporto del secondo artista guest, si tratta di Mikko Salovaara anch’esso nel ruolo di chitarra solista.
Prodotto e mixato da Ansi Kippo dei Children Of Bodom e dall’ingegnere del suono Gavin Lurssen, “Hacksawcracy” è un lavoro divertente, per chi ama il thrash una prova alquanto piacevole, la band dimostra di sapersela cavare sotto tutti gli aspetti anche nella costruzione degli assoli, cosa che mi porta a chiedere: c’era davvero bisogno delle ospitate?
I Serenity Dies pur vivendo una scena non prolifica e mancante d’esposizione a livello mondiale, se supportati nel giusto modo potrebbero dar del filo da torcere alle nuove leve che tanto impazzano sul mercato come Evile, Mantic Ritual o Savage Messiah per citarne alcune, non perdeteli di vista e attendendo la versione più sostanziosa iniziate a rifarvi le orecchie con questi sei pezzi.

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