Serocs - The Phobos / Deimos Suite

SEROCS – The Phobos / Deimos Suite

Gruppo:Serocs
Titolo:The Phobos / Deimos Suite
Anno:2018
Provenienza:Messico
Etichetta:Everlasting Spew Records
Contatti:Facebook  Bandcamp  Spotify
TRACKLIST

  1. Being
  2. Nihilus
  3. Thanatophobia
  4. REM(nants)
  5. Oneirology
  6. Revenants
  7. Lethe
  8. SCP-106
  9. Nonbeing
  10. Deimos
DURATA:46:27

Mi ritrovo nella cassetta della posta The Phobos / Deimos Suite perché i Serocs sono prossimi alla pubblicazione di un nuovo EP su Everlasting Spew, e l’etichetta bresciana ha voluto assicurarsi che in redazione arrivassimo pronti all’evento previsto per questo giugno. Una scusa perfetta quindi per mettere insieme qualche riga sulla notevole formazione capitanata da Antonio Freyre, che da Guadalajara coordina una band in tutto e per tutto internazionale, con membri ed ex membri provenienti da Europa e Americhe senza soluzione di continuità. I Serocs, nel loro decennio abbondante di attività, non sono mai riusciti a formare uno zoccolo duro interno al gruppo, che viste le distanze intercontinentali dev’essere un impegno non proprio semplice da gestire a livello logistico, e non mi stupisco quindi di scoprire che del quintetto che nel 2018 ha registrato The Phobos… solo tre sono i superstiti: oltre al già citato Freyre, chitarrista, principale compositore e all’occorrenza cantante di ripiego, sono ancora della partita i canadesi Laurent Bellemare (voce) e Antoine Daigneault (basso e synth).

Come sempre in casa Everlasting Spew parliamo non solo di death metal, ma di death metal di un certo livello, e il quarto album dei Serocs è perfettamente bilanciato tra un’anima più tecnica e una più brutale. Il risultato sono canzoni articolate e strutture ricche che fanno sfoggio di una violenza devastante. Grugniti e pig squeal spuntano qua e là, ma The Phobos / Deimos Suite è molto più di una collezione di mazzate dall’alto tasso tecnico, come già lo stesso titolo lascia intendere. Tra un riff e un blast beat spunta infatti un concept legato alla reinterpretazione del Canto di Natale e dell’Inferno dantesco, in cui un «egoista, un pezzo di merda che ha paura della morte vive in costante ansia e isolamento, e una notte viene aggredito dai demoni del sonno, che lo trasportano all’Inferno. Lì scopre che l’Inferno non è un luogo di demoni, fuoco e torture, ma che l’Inferno si trova dentro le nostre teste. L’Inferno è il nostro ego, i nostri errori, il nostro egoismo come genere umano e singoli individui».

Antonio Freyre, che ha composto quasi tutto il materiale dell’album, ha iniziato a lavorare a questa musica nel 2008, e addirittura ha rimesso mano a un brano già pubblicato in passato, “Oneirology” (originariamente sul debutto del 2012, proprio intitolato Oneirology), per raccontare questa storia. Una storia ambiziosa, quella dei Serocs, che però funziona. In tutto e per tutto, dalla produzione pulita ma non troppo alla violenza estrema comunque sempre funzionale, alla tecnica notevole ma non ostentata, fino all’insospettabile riferimento ultra-nerd di SCP-106 e della fondazione fittizia Secure Contain Protect. Gorguts, Origin, (primi) Decapitated e Sceptic vedono in Freyre e compagni dei discepoli di tutto rispetto.

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