Serocs - Vore

SEROCS – Vore

Gruppo:Serocs
Titolo:Vore
Anno:2020
Provenienza:Messico / Canada / Francia
Etichetta:Everlasting Spew Records
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TRACKLIST

  1. Anthropic
  2. Building A Shrine Upon Vanishing Sands
  3. Shallow Vaults
  4. The Temple of Knowledge
  5. To Self Devour
  6. Nihilus [versione demo 2011]
  7. Anthropic [versione demo 2011]
DURATA:26:24

Nati nel 2009 per volontà del messicano Antonio Freyre, i Serocs hanno visto avvicendarsi tra le loro fila, nel corso degli anni, svariati musicisti del Nuovo e Vecchio Continente: il chitarrista di Guadalajara, infatti, ha sempre scelto con attenzione i compari con i quali suonare e registrare le sue composizioni ipertecniche e curate sin nel minimo dettaglio, facendo quasi sempre ricorso a nomi noti in ambito internazionale, a discapito delle distanze e delle difficoltà logistiche che ne scaturiscono.

Dopo averci già convinti con The Phobos / Deimos Suite due anni fa, i Serocs tornano all’assalto, sempre per l’italiana Everlasting Spew Records, con una squadra vincente che non è praticamente cambiata: alla batteria troviamo il francese Kévin Paradis, conosciuto per militare nelle fila dei Benighted, alla voce il canadese Laurent Bellemare e al basso e seconda chitarra Antoine Daigneault, anch’egli canadese e bassista nei Chthe’ilist. Il chitarrista Philippe Tougas, presente nell’album precedente, qui viene citato come ospite e si limita a suonare i due assoli della seconda traccia. Il risultato di tale melting pot è un ep composto da tracce vocali e strumentali registrate in autonomia dai vari componenti nei rispettivi Paesi di provenienza e assemblate e masterizzate al Roarr Studio di Montréal, in Canada.

Vore è un concept sulla brutalità della specie umana che lentamente consuma il pianeta all’interno del quale si insedia come un pericoloso parassita carnivoro, fino a divorare persino se stessa, come in “Self Devour”. Delle sette tracce che compongono l’ep, soltanto le prime cinque sono inedite: le ultime due infatti non sono altro che le versioni demo della prima traccia, “Anthropic”, e di “Nihilus”, presente in The Phobos / Deimos Suite, e ci fanno rendere conto dell’enorme progresso compiuto dalla formazione internazionale.

Il livello tecnico dei Serocs è eccezionale, con un basso sopra le righe che ricorda quello dei Cryptopsy in None So Vile, per non parlare degli assoli firmati da Philippe Tougas in “Building A Shrine Upon Vanishing Sands”, pezzo che si fa notare sin dal primo ascolto e che risulta, a mio parere, il migliore in assoluto.  Per essere un’opera brutal death metal, Vore è sopra le righe sotto molteplici aspetti; se ormai il livello tecnico della maggior parte dei gruppi del genere è stellare, lo stesso non può dirsi del songwriting, che qui risulta eccezionalmente ispirato e fresco: i riff si ripetono a sufficienza da restare impressi ma senza risultare monotoni, mentre le strutture, per quanto complesse, restano accessibili anche all’ascoltatore meno abituato a certe sonorità.

Ancora una volta Antonio Freyre ha assimilato la lezione dei vari Cryptopsy, Necrophagist, Spawn Of Possession e Gorguts, l’ha resa personale, accostandovi un concept che per quanto non originalissimo risulta adatto alla proposta musicale, e ha confezionato un ennesimo lavoro di qualità che non delude gli appassionati del genere e può essere compresa e apprezzata anche da chi mastica un po’ meno il death metal.

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