SERPENT VENOM – Carnal Altar

SERPENT VENOM – Carnal Altar

Informazioni
Gruppo: Serpent Venom
Titolo: Carnal Altar
Anno: 2011
Provenienza: Inghilterra
Etichetta: The Church Within Records
Contatti: myspace.com/serpentvenom
Autore: Mourning

Tracklist
1. Carnal Altar
2. Blood Of The Serpents
3. Four Walls Of Solitude
4. Conjuration
5. Under The Compass
6. Devilshire
7. The Outsider

DURATA: 56:04

SERPENT VENOM - Carnal Altar I Black Sabbath si riuniscono? A quanto sembra la notizia è ormai ufficiale, ci sono mancati? Assolutamente sì, eppure si può negare che in questi anni non ci siano state band che abbiano reso loro omaggio continuo facendoci letteralmente godere?
È un processo d’amore e rispetto che continua e suppongo continuerà sempre nei confronti di chi ha dato la spinta primorde al doom in particolare, Tony Iommi e soci adesso possono vantare un’altra fantastica realtà che li tributa. Insieme ad altri grandi in dose minorE, vedasi gli spettacolari e mai dimenticati dagli appassionati Black Widow e gente come gli ormai immensi Saint Vitus e gli Sleep, trovano spazio nel modo di creare musica dei Serpent Venom, quartetto (neanche a dirlo) inglese che tramite la The Church Within Records ha rilasciato l’album di debutto “Carnal Altar”.
Qui si parla di puro spettacolo, uno spettacolo dai connotati grigi che prende il via dall’omonima titletrack posta in testa e che si conclude privo d’interruzioni di sorta nel momento in cui “The Outsider” in chiusura scandisce la parola “fine”.
L’uso del mellotron e lo stampo monolitico dei brani costruiti su di un riffato magmatico, viscoso, di quelli che ti scivola addosso trascinandoti in un mondo ovviamente seventies oriented sprigionante un fascino ancestrale ed arcano che imbriglia, incatenano e affascinano, si rimane lì, inebetiti perché inebriati nell’ascoltare canzoni che pur non vantando cambi di sound eccessivi, inanellano una serie di riff-killer e di profonde scanalature che prendendoti letteralmente per mano ti portano a ripremere più e più volte il tasto “play” appena minimamente avvertita l’assenza delle note e dell’atmosfera magica che incamerano.
Dopo gli Orchid che mi avevano conquistato con “Capricorn”, Oliver e la sua label riescono nel bissare un’esperienza divina nei confronti dei Black Sabbath di portata immensa, i Serpent Venom e “Carnal Altar” sono ciò che ogni maledettamente folle innamorato dei suoni creati da Iommi debba senza dubbio possedere.
Un sogno che si tramuta in incubo, sì ma un incubo dal quale non si vuole scappare, si vuole essere catturati e introdotti in un inferno che ci spinge dolcemente in una dimensione la cui dimenticanza ha un nome ben preciso: Serpent Venom.
Vi consiglio di dare anche uno sguardo al packaging curatissimo e al booklet di sedici pagine nelle quali sono raffigurare scene di film e fummetti horror italiani è molto ma molto bello.
Dilungarsi ancora sarebbe alquanto inutile, l’acquisto è un dovere nei confronti d’arte di questo livello.

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