SERPENT WARNING – Serpent Warning

 
Gruppo: Serpent Warning
Titolo:  Serpent Warning
Anno: 2014
Provenienza:   Finlandia
Etichetta: I Hate Records
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TRACKLIST

  1. Evil River
  2. Beyond The Wisdom
  3. Luna
  4. Serpent Warning
  5. Thousand Names
  6. Ceremonies Of The Sun
DURATA: 39:55
 

I Serpent Warning si erano timidamente affacciati all'interno della scena doom nel 2012 con la pubblicazione dell'ep "Beyond The Wisdom": il mini conteneva tre pezzi che facevano ben sperare e inserivano i finlandesi in quel filone di band che — cresciute a Black Sabbath, Saint Vitus, Reverend Bizarre e Witchfinder General — speravano in futuro di dire la propria con l'uscita di un buon primo album. Il 2014 li vede debuttare con un lavoro eponimo, supportato dalla sempre pronta etichetta svedese I Hate Records.

Il disco poggia le proprie basi sul recente passato della formazione: in scaletta ritroviamo infatti tutte e tre le tracce contenute nella prima produzione ("Beyond The Wisdom", "Luna" e "Thousand Names"), il che lo rende una novità solo parziale per coloro i quali hanno avuto modo d'incrociarlo in antecedenza. La sostanza di cui è composta la prova è ciò che ci piace ascoltare: del buonissimo Doom Metal dal fascino retrò e dal sentore epico, nel quale spiccano sia la melodia che intaglia le tracce, in tal senso è da rimarcare la prestazione chitarristica del compositore primario della band Antti Koponen, che l'ottima performance vocale dell'ormai ex Samuli Pesonen (The Wandering Midget), capace di rendere la sua interpretazione particolarmente orecchiabile e al tempo stesso decisamente evocativa.

Le strutture che compongono l'ossatura di "Serpent Warning" sono tutt'altro che complesse, mentre risentono di un paio di lievi cali di tensione e fanno trasparire un'omogeneità di fondo che potrebbe sul lungo andare rendere un po' monotona l'atmosfera. Per ciò che concerne il suono del lavoro, si può dire invece che goda di una produzione equilibrata e che fa risaltare l'operato del basso di Jussi Kotilainen, aspetto che di certo non va trascurato.

La copertina scelta è bella quanto suggestiva: Lasse Pyykkö, personaggio che credo non abbia bisogno di presentazioni, e Koponen hanno deciso di utilizzare una porzione del dipinto "Processione Nella Nebbia" di Ernst Ferdinand Oehme, tela che si adatta perfettamente sia alla tipologia di musica proposta che agli umori che ne regolano l'incedere.

I nordeuropei sembrano avere le idee chiare, perciò suggerire a un appassionato del genere di concedere un paio di giri nel lettore a un album simile è dal mio punto di vista un atto dovuto. Sarà invece da capire quale direzione intraprenderanno in futuro, visto che il posto lasciato vacante da Samuli è stato assegnato alla figura femminile di Suvi Laaninen: ciò potrebbe determinare una virata stilistica in una direzione affine a quella di realtà quali Blood Ceremony o The Wounded Kings. Non che mi dispiacerebbe, ma al momento preferisco mettere da parte le speculazioni e soffermarmi su quanto di buono il gruppo ha già dato, augurandovi buon ascolto.

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