Serpents Oath - Nihil

SERPENTS OATH – Nihil

Gruppo: Serpents Oath
Titolo: Nihil
Anno: 2020
Provenienza: Belgio
Etichetta: Soulseller Records
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TRACKLIST

  1. Vox Mortis
  2. Speaking In Tongues
  3. Leviathan Speaks
  4. Thrice Cursed
  5. Malediction
  6. Serpents Of Eight
  7. Bestia Resurrectus
  8. Into The Abyss
  9. Mephisto
  10. The Beast Reborn
  11. The Swords Of Night And Day
  12. Beyond The Gates
DURATA: 36:12

Il senso di suonare come i Dark Funeral senza essere i Dark Funeral provano a spiegarcelo i belgi Serpents Oath con il loro primo album, Nihil, che arriva fra le mie mani grazie a Soulseller Records. Il trio, che ci crede durissimo, a giudicare dalla foto presente nel booklet, sembra annoverare la voce dei doomster Insanity Reign Supreme; a parte questo, non sono riuscito a scoprire altro del background del gruppo.

Copertina molto bella disegnata da Néstor Avalos, logo molto bello opportunamente utilizzato all’interno del digipak e non davanti agli occhi di tutti, i Serpents Oath si presentano davvero bene, e possono vantare perfino il signor Andy Classen (già chitarrista degli Holy Moses, nonché prolifico produttore e ingegnere del suono) alla consolle. Aspettative alle stelle per un disco che trasuda male ed eleganza da tutti i pori, perlomeno sul piano dell’estetica grafica, perché poi c’è la musica, ed è proprio con la musica che i belgi cominciano a imbarcare acqua.

Il black metal dei Serpents Oath è massiccio, muscolare, venato di melodie in tremolo picking come vuole la tradizione, e il suono tirato fuori da Andy Classen spippolando qua e la è davvero pulito e potente, forse troppo. Invocazioni a Satana in più lingue (“Speaking In Tongues”), la figura del Leviatano biblico (nella martellante “Leviathan Speaks”), il numero sette e tutta la simbologia annessa e connessa che torna e ritorna sempre (“Malediction”), e non uno, non due, ma cinque brani molto brevi e di lunghezza variabile che fanno da intro/outro/intermezzo. C’è tanta accademia, in Nihil, talmente tanta che viene da chiedersi cosa ci abbiano messo di loro i Serpents Oath, in questo disco: perché Tes Re Oth e soci tecnicamente se la cavano piuttosto bene e la loro musica picchia molto e non poco; il fatto che picchi senza mai farci davvero male in profondità, però, è una questione non secondaria. “Serpents Oath”, “The Beast Reborn” e “The Swords Of Night And Day” ci provano, timidamente, sempre con un piglio classico da seconda ondata à la Dark Funeral, ma ci provano.

In generale, Nihil è un disco buono per sbafarsi un po’ di cattiveria senza pretese, ma comunque troppo poco per incidere nel già affollatissimo panorama del black metal dei giorni nostri; il problema principale dei Serpents Oath è che, finito l’ascolto, continuano a sembrarmi un gruppo qualunque, bravi eh, ma qualunque.