SETH.ECT – Godspeak | Aristocrazia Webzine

SETH.ECT – Godspeak

Informazioni
Gruppo: Seth.ECT
Anno: 2011
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: http://sethect.net – www.myspace.com/sethect
Autore: Insanity

Tracklist
1. ECT
2. B.L.A.S.T
3. For Se7en Years
4. Hollow Earth
5. Heart Beat
6. Call Of Ancients
7. Orison
8. Earth Rise
9. Keops
10. When The Simurgs Collapse
11. Orison II

DURATA: 45:56

SETH.ECT - Godspeak Prendete il Death melodico svedese, infarcitelo con una dose sostanziosa di elettronica e aggiungete un tocco di oriente a completare il tutto. Questa è la ricetta che i Seth.ECT hanno utilizzato per scrivere il secondo album. Non avevo mai sentito parlare di loro, mi sarebbe piaciuto fare un confronto con il debutto ma a prescindere da questo ciò che è certo è che “Godspeak” sia una release di tutto rispetto.
Parliamo di un sound che trae ispirazione appunto dalla scena svedese nelle parti più propriamente Metal ma che viene condito da una buona dose di personalità, in primis grazie alle melodie arabeggianti che spesso fanno capolino qua e là. Non aspettatevi ud o altri strumenti tipici, l’influenza mediorientale viene incanalata in una forma più industriale e futuristica: è infatti il synth che si occupa principalmente di questo aspetto quando non intento ad esprimere la follia di un musicista che è veramente un piacere da ascoltare, date un ascolto a “B.L.A.S.T.” e “For Se7en Years” per avere un’idea. Il lato più metallico si fonde alla perfezione con quello elettronico supportandolo con ritmiche decisamente cariche di groove, da notare la chitarra che ogni tanto si accoda al delirio del synth senza comunque raggiungerlo, come nell’opener “ECT”. Le composizioni sono di alto livello, il disco riesce a scorrere senza problemi grazie a brani quali le due “Orison”, caratterizzate da una melodia semplice quanto gradevole, e ad una generale varietà che porta in alcuni casi a soluzioni al limite con l’EBM (“Earth Rise”, “When The Simurgs Collapse”), in altri a passaggi carichi di Death Metal, senza contare le numerose possibilità di incrocio dei due emisferi che vengono ampiamente sfruttate dalla band.
La fusione del Metal con l’Elettronica ha preso piede da un bel pezzo ormai ed ha coinvolto un po’ tutti i suoi sottogeneri, alcuni di più ed altri meno; oggi in ambito estremo non è così raro trovare dischi come questo, piccoli gioielli nascosti ma che assolutamente non meritano di esserlo. Se amate l’unione di queste due anime diverse e al tempo stesso simili un ascolto a “Godspeak” potete benissimo darlo; personalmente l’ho apprezzato pur non essendo un cultore del Death Metal, non fermatevi quindi davanti ad un’etichetta, soprattutto perchè è disponibile sia in streaming che in download sul loro sito, provarlo non vi costa niente.