SEVEN DAILY SINS – Say Yes To Discomfort | Aristocrazia Webzine

SEVEN DAILY SINS – Say Yes To Discomfort

Informazioni
Gruppo: Seven Daily Sins
Titolo: Say Yes To Discomfort
Anno: 2011
Provenienza: Francia / Bielorussia
Etichetta: Soulflesh Collector Records
Contatti: www.myspace.com/sevendailysins
Autore: Mourning

Tracklist
1. Ego, Revisited
2. Aura Breach
3. Sculpturing Void
4. The Glorious Backstab
5. Hell Sweet Home
6. Ghostalgy
7. To Enter And Survive
8. Drown

DURATA: 36:59

SEVEN DAILY SINS - Say Yes To Discomfort Il panorama death metal si è evoluto, ha aumentato spesso esageratamente il tasso tecnico utilizzato per dar vita alle proprie release e non ha rinunciato a un imbastardimento che non sempre ha portato risultati memorabili.
Detto ciò, è vero che non si può ascoltare il genere muovendosi all’interno dei canoni stilistici definiti in passato, come si potrebbe altresì valutare un lavoro dei Grave e uno degli Augury?
I Seven Daily Sins sono membri della corrente più moderna, tecnico/melodica e “impura” dello stile, la formazione suona come se avessimo a che fare con gente quali i The Faceless e i già citati Augury miscelati però con una vena dedita a portare a galla, alle volte forzatamente, una volontà “core” che per quanto robusta non sempre rema a loro favore.
La band mostra di essere tecnicamente preparata, sfrutta la strumentazione con perizia tanto da poter scomodare in certi frangenti addiritura i Cynic o gli Atheist, infila anche assoli esaltanti, è però la struttura dei brani a lasciare un po’ a desiderare, in certi momenti si ha un senso di “scollegamento” fra un riff e un altro come se non fosse chiara quale direzione si debba prendere e si sfruttasse la capacità nel suonare per tappare quel buco.
Del resto non si può negare che per impatto, numero di cambi di tempo e una serie di soluzioni adeguate, belli a esempio gli stacchi di basso e gli attimi in guitar clean, un platter come “Say Yes To Discomfort” si lasci ascoltare trovando in un paio di episodi come “Ego, Revisited”, “Sculpturing Void” e “Hell Sweet Home” valida rappresentanza.
Ha i suoi pro e contro questo debutto, del resto non capita di frequente d’avere una prima prova che giri nello stereo e faccia gridare al miracolo soprattutto quando si parla di album che si alimentano grazie alla commistione di più flussi sonori.
C’è da migliorare il growl, più incisivo quando tende allo scream che nella fase gutturale poco convincente e dare una registrata al complesso, d’altro canto sono giovani e hanno davanti a loro il tempo per aggiustare la mira dato che almeno dal punto di vista della produzione le cose sembrano girare per il verso giusto.
I Seven Daily Sins possiedono le carte in regola per apportare le dovute migliorie al sound e dare alla luce un successore maturo e completo a questo disco, prendete quindi “Say Yes To Discomfort” per ciò che è, il platter di una formazione in crescita che cerca la propria maturità augurando loro non sia poi così lontana.