SEVEN EYED CROW – Organized Chaos

Gruppo:Seven Eyed Crow
Titolo:Organized Chaos
Anno:2018
Provenienza:Francia
Etichetta:Send The Wood Music
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TRACKLIST

  1. On The Edge
  2. Organized Chaos
  3. Lizard Brain (Part 1)
  4. Lizard Brain (Part 2)
  5. As Leaders
  6. 2099
  7. Scenarii Of Yours
  8. Standards
  9. Something To Live For
DURATA:48:26

In Francia si è sviluppata una corrente di rock alternativo piuttosto interessante: dopo i Sybernetyks già visti l’anno scorso, questa è la volta dei Seven Eyed Crow. Il quintetto di Bordeaux non disdegna sonorità ben più crude e articolate, e con Organized Chaos riesce a trovare una via di mezzo tra un ascolto leggero e una vena più progressive che ben si allontana dalla struttura classica. Anzi, a dirla tutta il sound stesso della band risulta molto più graffiante, a tratti ipnotico, ricalcando le orme di mostri sacri quali i Tool. Chiaramente il genio di Maynard è ancora piuttosto lontano, ma la formazione francese fa del suo meglio nella ricerca di melodie orecchiabili (“Organized Chaos“) .

Purtroppo, forse proprio per via di questa doppia natura, il disco non brilla come dovrebbe. Si tratta di uno dei tanti casi in cui la qualità dei singoli brani non equivale al risultato finale complessivo. Organized Chaos passa via in fretta e lascia poco all’ascoltatore, tra pezzi più complessi come il ricercato “Lizard Brain” e altri più melodici (“2099”). E, a parer mio, è proprio la parte troppo melodica a rovinare l’effetto finale: quando c’è da menare le mani e lasciar parlare le ritmiche, il gruppo reagisce bene, ma la — seppur piacevole — voce troppo presente non permette di gustare intermezzi che avrebbero reso ogni singola traccia molto più unica e riconoscibile.

Lo stesso vale per i brani meno progressive, che risultano essere ballate o rimandi al crossover di inizio 2000 (“Scenarii Of Yours”): non male, ma nel contesto perdono di identità e finiscono per dire poco o niente. Non che il disco sia brutto, ma sinceramente dopo un inizio scoppiettante mi aspettavo che riuscisse a tenere lo stesso livello, invece di regalare solo pochi sprazzi saltuari (come gli ultimi minuti di “As Leaders“). Peccato anche per la prestazione tecnica del gruppo, sufficiente e senza mai eccellere.

Insomma, siamo in quel limbo di bene ma non benissimo che piace, stuzzica ma non convince. Speriamo per il futuro.

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