SEVERE INFECTION – Dead Sluts Rotten Cocks

SEVERE INFECTION – Dead Sluts Rotten Cocks

Informazioni
Gruppo: Severe Infection
Anno: 2009
Etichetta: Self Released
Autore: Mourning

Tracklist:
1. Black Metal
2. Exhume Her
3. Throat Assault
4. Psychopath
5. Womb Lacerations
6. Flesh On My Cock
7. Severe Infection
8. Choke In My Own Blood

DURATA: 22:08

Il GrindcorSEVERE INFECTION - Dead Sluts Rotten Cocks e e la scena Grind in generale sono ancora quelle più legate allo stato primordiale e libero del metal dove l’autoprodursi e produzioni poco curate sono all’ordine del giorno ma quasi un must per chi ricerca sincerità e voglia di fare genuina.
Non fanno eccezione i canadesi Severe Infection che con questo loro primo lavoro dal titolo emblematico “Dead Sluts & Rotten Cocks” lasciano pochi dubbi su cosa ci si porrà dinanzi come ascolto.
Appena otto tracce per ventidue minuti d’arrembaggio con brani che nella loro massima estensione superano di poco i tre minuti.
La base è un death metal ruvido e tagliente influenzato dal grind più “casereccio” che non lascia spazio a interpretazioni esprimendosi deciso e minacciosamente chiaro fra blast beat veloci e un pig squeal ben eseguito.
La band è ispirata e confeziona dei riff interessanti già dall’iniziale “Exhume Her” anche se è la successiva “Throat Assault” legata alla stile mortuario per eccellenza a dare la chiara visione di quello che i ragazzi possano realmente offrire.
Purtroppo i problemi legati ai suoni “smontano” in parte le velleità assaltatrici della formazione, la batteria sovrasta spesso le chitarre che risultano quasi flebili quando il blast diventa pressante e ficcante.
Sono infatti i brani della parte centrale del disco a regalare i momenti più devastanti proprio per il leggero miglioramento del sound in toto.
“Psychopath”, “Womb Lacerations”, “Flesh On My Cock” e l’omonima “Severe Infection” oltre a evidenziarsi per i passaggi di chitarre decisamente più in risalto hanno anche una collezione di urli striduli e laceranti (soprattutto l’accoppiata di mezzo fra quelle citate) che ne caratterizzano l’andare.
Chiude una “Choke On My Own Blood” senza lode nè infamia.
Se non fosse per la produzione a tratti disastrata ci sarebbe davvero poco di che potersi lamentare, i Severe Infection hanno semplicemente composto un gioiellino, per i “seguaci” dello stile un ascolto è d’obbligo.

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