SEVERE TORTURE – Fall Of The Despised

 
Gruppo: Severe Torture
Titolo: Fall Of The Despised
Anno: 2005
Provenienza: Olanda
Etichetta: Earache Records
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TRACKLIST

  1. Endless Strain Of Cadavers
  2. Sawn Off
  3. Unconditional Annihilation
  4. Consuming The Dying
  5. Impulsive Mutilation
  6. Dead From The Waist Up
  7. Decree Of Darkness
  8. Enshrined In Madness
  9. End Of Christ
  10. Fall Of The Despised
DURATA: 40:19
 

I Severe Torture sono una band composta da abili mestieranti, che inizialmente riuscì a sorprendermi con due album che pur non inventando proprio nulla, ma davvero nulla, sfoderavano comunque delle solide e crude prestazioni di brutal death metal americanizzato all'inverosimile; parlo di "Feasting On Blood" (2000) e "Misanthropic Carnage" (2002). Non a caso nel corso degli anni il gruppo è stato apostrofato più volte con il titolo — lusinghiero fino a un certo punto di — «Cannibal Corpse europei». Quei lavori di inizio carriera ci presentavano una realtà in forma, profonda conoscitrice del genere, compositivamente ispirata e formalmente impeccabile.

Già con l'uscita del terzo capitolo discografico la situazione cominciò a scricchiolare. Avevo letto tantissime recensioni positive riguardanti "Fall Of The Despised" e mi auguravo di incrociare un album che riuscisse a confermare quanto di buono esposto in antecedenza. Ahimè dovetti invece constatare come fossero venuti a mancare gli spunti di interesse e la capacità di garantire alla tracce una disumanità che invitasse allo scapocciamento, nonostante la qualità formale impeccabile dell'esecuzione fosse rimasta intatta. La sensazione di avere a che fare con una copia della band anonima, sbiadita e in più di una circostanza dall'andamento piatto si insinuò nell'orecchio, tanto che — tralasciando un paio di momenti esaltanti contenuti in "Consuming The Dying", "Impulsive Mutilation" e "Dead From The Waist Up" — non trovai quasi null'altro da salvare.

I quaranta minuti trascorsi in compagnia di Seth Van De Loo (Infected Flesh) & Co. lasciano quindi ben poco all'ascoltatore. Pur dando loro ulteriore credito ed evidenziando una serie di buoni rallentamenti inseriti nel tentativo di spezzare un'andatura che a piena velocità colpiva raramente il bersaglio, uniti a un paio di assoli ben integrati nel contesto delle canzoni e decisamente oltre la sufficienza (merito di Thijs Van Laarhoven e Marvin Vriesde), si rivelano sin troppo banali e ripetitivi per poter seriamente attrarre uno smaliziato fan del genere.

"Fall Of The Despised" fu un album esageratamente canonico, che a stento si avvicina al sei politico, il punto più basso toccato dai Severe Torture e sicuramente un'uscita della quale avremmo potuto fare decisamente a meno.

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