SHAKRA – Back On Track

 
Gruppo: Shakra
Titolo:  Back On Track
Anno: 2011
Provenienza:   Svizzera
Etichetta: AFM Records
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TRACKLIST

  1. B True B You
  2. I'll Be
  3. Crazy
  4. Back On Track
  5. When I See You
  6. MMTWGR
  7. Yesterday's Gone
  8. Someday Rics
  9. Lonesomeness
  10. Unspoken Truth
  11.  Brand New Day
  12. Stronger Than Ever
DURATA: 48:03
 

Nel calcio la Svizzera non riesce a entrare nella cerchia in cui si trovano altre nazioni più dotate a livello di personale e tecnico. Il disco su ghiaccio ci calza un poco meglio e, un anno sì e uno no, riusciamo a metterci nella lista delle otto migliori squadre al Mondo. Krokus, Gotthard… tante sono invece le squadre musicali che sono accettate da anni a livello internazionale.

Gli Shakra sono candidati per l'appartenenza all'elenco di formazioni elvetiche degne di nota oltre confine. Forse molti di voi non sapranno in che scaffale piazzare questo nome. Il gruppo è attivo da parecchi anni, il primo disco uscì nel 1998, e si dedica a un sano heavy metal che rinuncia il più possibile a note troppo sdolcinate che potrebbero tediare alcuni ascoltatori come il sottoscritto.

"Back On Track" è senza dubbio un dischetto che tocca qui e là il tasto commerciale. La ritmica è pesante, adatta all'impiego in film dedicati ad auto, benzina e donne abbigliate in modo succinto. La voce possente e aggressiva di John Prakesh è indubbiamente lo strumento ideale per saldare le linee delle canzoni. Queste offrono un metallo curato e a un buon livello tecnico. Tante parti invitano l'auditorio a cantare il testo in coro e a festeggiare una bella serata metal; anche chi è avvezzo a sonorità solitamente più dure, vi troverà una buona porzione di divertimento. Perché non passare allora qualche ora a un loro concerto in compagnia della ragazza? Nessuno potrà insultarvi dicendo che siate andati a vedere un gruppo soft rock… Il pezzo "Back On Track", che è anche presente con un video mozzafiato da scoprire in rete, è senza dubbio la punta di diamante del lavoro, lavoro che scorre come una buona birra durante una torrida giornata d'estate.

Mah, forse qualcuno si domanderà perché proprio il redattore col gusto musicale fra i più indigesti scriva una recensione su un disco talmente gradevole. Primo, non ve ne frega un cazzo; secondo, perché gli Shakra sono svizzeri; terzo, perché sono stato pagato profumatamente dalla loro casa discografica per contrabbandare un poco di commercio in questa rivista super-ultra-true-underground.

Amici del power e dell'heavy, rischiate il vostro udito e acquistate il lavoro dei miei connazionali, se vi piace.

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