SHAMBLESS – Menra Eneidalen

 
Gruppo: Shambless
Titolo:  Menra Eneidalen
Anno: 2012
Provenienza:   Bulgaria
Etichetta: Stygian Crypt Productions
Contatti: Facebook
 
TRACKLIST

  1. Ishin Esha Is Ruptar
  2. Elfin Rumes
  3. Ara
  4. Erfe Nelekshi
  5. Eora
  6. Unno Goarin Faratoss
  7. Comendalia Inebardes Terbavemora
DURATA: 01:04:22
 

Capita spesso d'imbattersi in progetti che non si conoscono, pur essendo questi attivi da tempo: il bello della scoperta è che dal nulla può arrivare qualcosa di buono.

I bulgari Shambless sono un gruppo creato nell'ormai lontano 1997 (sino al 2004 c'era però una sola "s" nel finale del nome) da Arvelss Elfaros: il musicista (ex di Noctiflorous Thorns e Samhain, band sciolte dopo averci lasciato in totale due dischi, "Symbolic Immortality" i primi e "The Fifth Season" i secondi) è l'unica mente e braccio, è lui che compone ed esegue il tutto. La formazione ha già all'attivo tre dischi, anche se a dire il vero l'unico che conosco è proprio quello di cui sto per scrivervi intitolato "Mera Eneidalen".

La musica è epica e ampia, le sonorità sono ancestrali ed echeggiano memorie di un tempo racchiuso in un epoca lontana e dimenticata: è evidente che il compito di realizzare le atmosfere e le ambientazioni su cui muoversi venga affidato alle tastiere e alla chitarra. Il suono è decisamente devoto a un'esposizione melodica in bilico fra la narrazione e il sogno, con riferimenti folcloristici spiccati che indicano formazioni come Summoning, Kin Strife e in parte anche gli Amorphis quali papabili influenze.

Ciò che incanta di quest'album è il suo essere maestoso e arcigno quanto delicato e fiabesco: la musica permette all'animo di affondare in una storia "elfica" combattuta, seppure non priva di una bellezza ed eleganza che sembrano voler celare le sembianze più rudi; la fierezza dei cori viene mitigata e ammansita dall'entrata in scena della strumentazione folk che diviene supporto ed estensione del buon operato delle tastiere. Esempi lampanti a questo riguardo vengono forniti dalle due canzoni poste in apertura: la magniloquente e imperiosa "Ishin Esha Is Ruptar" e la leggiadra e ipnotica "Elfin Rumes".

Con "Ara" l'artista dimostra di saperci davvero fare, donando un'identità affine a ciò che sono gli Shambless a una canzone della propria tradizione: il pezzo è infatti modellato su un brano popolare bulgaro dedicato ai monti Rodope, ai quali è legata l'omonima figura mitologica ellenica della figlia del re Strimone. Con "Erfe Nelekshi" ci viene servita la riprova di quanto già esplicato nel precedente episodio: gli estremi s'incontrano, il cantato e l'accoppiata composta da tastiere e chitarre si fronteggiano, garantendo alla traccia un vissuto alquanto gradevole.

Arvelss Elfaros sembra trovarsi a proprio agio nel mostrare ripetutamente le due facce di una stessa medaglia e rincara la dose presentando in sequenza "Eora", una strumentale che sa d'eterno, e "Unno Goarin Faratoss", scoppiettante come l'istinto che sul momento attizza i carboni ardenti: è come se la purezza millenaria più volte esternata nei pezzi venisse corrotta da blast beat e atteggiamenti cupi e minacciosi. Arriviamo così agli oltre diciassette minuti della conclusiva "Comendalia Inebardes Terbavemora", che — spogliata del suono di chitarra — instilla quel tocco di magia in più, facendo venire subito voglia di riascoltare dall'inizio "Menra Eneidalen": tenendo conto che si tratta di un disco che supera l'ora di durata, questo è un segnale molto positivo.

Sono sincero: mi è piaciuto davvero tanto il modo in cui Elfaros gestisce le influenze e la propria voce (canto pulito e non), e come ha impostato il materiale, dando priorità all'ambito atmosferico e melodico. Non nego che — per quanto il narrare di elfi e compagnia bella sia adesso trito e ritrito — sia l'ascolto che la sezione grafica del lavoro abbiano quel non so che di affascinante: con grande probabilità, un appassionato dei gruppi citati nel testo e delle storie tolkeniane (ad esempio) potrebbe appassionarsi alla proposta del bulgaro ed è a costoro che rivolgo quindi il consiglio d'entrare in contatto con Shambless.

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