Shrapnel Storm - Shrapnel Storm

SHRAPNEL STORM – Shrapnel Storm

Gruppo:Shrapnel Storm
Titolo:Shrapnel Storm
Anno:2020
Provenienza:Finlandia
Etichetta:Great Dane Records
Contatti:Sito web  Facebook  Youtube  Soundcloud
TRACKLIST

  1. The Burning
  2. Riding Against Dawn
  3. First Blood
  4. Battle Wraith
  5. Triumph Of Winter
  6. Heart Of Winter
  7. Visions Of Violent Past
  8. Coup De Grâce
  9. Forsaken Pride
  10. Trapped Inside War
DURATA:42:26

Ci sono diverse formazioni là fuori che non hanno le idee chiare riguardo la propria musica. Mescolano influenze, compiono tentativi poco convinti, provano a prendere direzioni inedite, senza però troppa confidenza nei propri mezzi. Questo modo di scrivere brani porta, più spesso di quanto vorremmo ammettere, ad album in cui l’introduzione di nuovi elementi nel suono si rivela troppo timido, con il risultato finale di opere meno efficaci in confronto alle possibilità reali. Gli Shrapnel Storm sono proprio l’esempio perfetto dell’esatto opposto di questo processo, in quanto al loro mirino non è mai fuggito l’obbiettivo da colpire, per quanto esso sia lo stesso obiettivo colpito in passato da un nutrito gruppo di colleghi.

Se tutto ciò che ho scritto fino a ora vi sembra solo un grande giro di parole per dire che gli Shrapnel Storm sono derivativi, ciò significa che avete capito di cosa sto parlando. Di norma viene ritenuto molto più semplice applicare una formula già testata da gruppi più grossi, ben sapendo come funziona, ottenendo così un risultato finale decente. Eppure limitarsi a considerare questo processo di scrittura solo pura imitazione mi pare riduttivo, in quanto tende a sottovalutare l’impegno dei musicisti nel cimentarsi in un suono che amano, sapendo che dovranno compiere l’impossibile per contendersi un posto nei nostri cuori — e nei nostri lettori musicali — a fianco dei propri ispiratori. Chi scrive di musica in modo critico tende a essere più misericordioso con un esperimento non del tutto riuscito che con la copia fiacca del grande nome.

Gli Shrapnel Storm si sono messi d’impegno per non suonare fiacchi: hanno studiato nel dettaglio cosa rendeva speciali i dischi dei Bolt Thrower e degli Hail Of Bullets, affermazione che apparirà evidente a chiunque abbia la premura di ascoltare l’apertura affidata a “The Burning”, superando l’iniziale riff thrash che poco rappresenta la musica del quintetto. Di sicuro queste non sono le uniche influenze, le parti più ritmate che possono rimandare ad altre band, come Six Feet Under o Obituary qua e là, mettono in chiaro che i finlandesi non intendono suonare come una semplice copia spudorata dei propri predecessori. Per quanto Shrapnel Storm non si discosti mai, neanche per un minuto, dal death metal battagliero che ha reso celebri le due formazioni citate a inizio paragrafo, va detto che la lezione è stata fatta propria e rielaborata con cura e passione. Così durante l’ascolto ci troviamo ad apprezzare un vero e proprio bombardamento a tappeto, concretizzato in pezzi quali “Visions Of Violent Past” e “Riding Against Dawn”.

Che i finlandesi abbiano investito su questo album è un fatto indiscutibile: la produzione è possente, fa risaltare la pesantezza dei brani e il growl risulta comprensibile. Gli Shrapnel Storm non si limitano tuttavia all’artiglieria pesante, riescono anzi a incastrare momenti schiaccianti e melodie ad alta tensione, in modo da non stancare l’ascoltatore. Va detto però che la band non sembra troppo a suo agio quando la situazione si sbilancia a favore della melodia, in questo modo i passaggi più accessibili, per quanto necessari, appaiono leggermente sottotono (sto parlando in particolare di “Triumph Of Winter”). Se vogliamo proprio cercare il pelo dell’uovo, si può dire che il gruppo ha la tendenza a lasciarsi scappare qualche momento non proprio ispiratissimo nella seconda parte della scaletta, passaggi che però ritengo del tutto perdonabili a un album del genere.

In conclusione, se avete letto fino a qui, dovreste essere già in grado di valutare da soli quanto la proposta di Shrapnel Storm possa interessarvi. Questo album, che segue a distanza di ben cinque anni il debutto Mother Of War (2015), è un lavoro abbastanza maturo da permetterci di sperare bene per il futuro.

Facebook Comments