SIBERIAN HELL SOUNDS / CONVULSING – Split

Gruppo:Siberian Hell Sounds / Convulsing
Titolo:Split
Anno:2017
Provenienza:Australia
Etichetta:WOOAAARGH
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TRACKLIST

  1. Siberian Hell Sounds – The Breath Of The Beast
  2. Convulsing – Engraved Upon Bleached Bone
DURATA:41:01

Due brani per oltre quaranta minuti di durata: arriva dalla terra dei canguri questo mastodontico split che vede protagonisti Siberian Hell Sounds e Convulsing. Per i primi si tratta dell’ennesimo lavoro in una carriera fin qui costellata di EP e split vari; per i secondi un tassello intermedio tra l’ottimo Errata (2016) e l’ultimo Grievous (2018). Due facce della stessa medaglia, fatta di un death metal dissonante interpretato in maniera personale lungo le facciate del vinile, nere come la pece e come la musica in questione.

Se il nome Siberian Hell Sounds vi intriga, sappiate che anche la sua origine è piuttosto affascinante: leggenda narra che, esattamente trent’anni or sono, un gruppo di scienziati russi ebbe la brillante idea di fare un buco in Siberia, lungo più di quattordici chilometri. Raggiunta una cavità sotterranea, fu calato un microfono resistente al calore: ciò che il povero strumento riuscì a registrare, nei 17 secondi intercorsi prima della sua dissoluzione, è qualcosa di raccapricciante che ha dato adito a una credenza secondo la quale i suoni registrati sarebbero stati proprio le urla delle anime che bruciavano agli Inferi.

I Convulsing, invece, non hanno delle fondamenta altrettanto suggestive, ma sono riusciti a ritagliarsi certamente uno spazio importante nel microcosmo popolato dagli epigoni di Deathspell Omega e compagnia bella, grazie ai due dischi citati sopra, inframezzati da questa prova estemporanea datata 2017.

I Siberian Hell Sounds dicono la loro con “The Breath Of The Beast”: la carta che il trio di Brisbane gioca per questa uscita è caratterizzata da un death metal corposo, che si districa lungo venti minuti di ritmiche senza pietà, arpeggi inquietanti e, in generale, un’atmosfera densa e opprimente, che richiama qua e là realtà come i Celeste. Una cattiveria grezza e scomposta che tende a sfociare in territori quasi grind-hardcore.

Il buon Brendan Sloan, dal canto suo, vede il tutto un po’ più annerito: “Engraved Upon Bleached Bone” si muove in direzioni leggermente diverse, con una furia di maggior cupezza e profondità, meno iconoclasta dei suoi conterranei. Suoni compressi e strutture tendenzialmente più contorte proiettano una luce diversa rispetto ai colleghi, con una prova altrettanto valida.

Da riff grossi e massicci ad altri freddi e taglienti, lungo i quaranta minuti di questa opera imponente non ci si annoia, in virtù di diverse aperture atmosferiche che permettono di rifiatare per qualche minuto: da questo punto di vista, tanto di cappello a tutti per aver confezionato due brani che aggirano strutture e sonorità ormai un po’ stantie, tipiche di questa particolare sfaccettatura del death metal. Lo split fra Siberian Hell Sounds e Convulsing è un vero e proprio viaggio nell’oscurità più profonda e alienante, meritevole di numerosi ascolti.

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