SICADIS – Blood Of Thousand Hearts

SICADIS – Blood Of Thousand Hearts

Informazioni
Gruppo: Sicadis
Titolo: Blood Of Thousand Hearts
Anno: 2012
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: facebook.com/sicadis
Autore: Mourning

Tracklist
1.Sail Hatin’
2.Insult To Injury
3.Voice Of A Martyr
4.Soldiers Of Damnation
5.No Sympathy
6.A Fading Light
7.My Redemption
8.Through These Eyes
9.Beneath The Swarm
10.Slay The Masses

DURATA: 33:40

Non amate il metalcore? Le reminiscenze Nu vi stanno sulle scatole? La visione groove odierna vi ha rotto le scatole? Lasciate questo testo adesso, io vi ho avvertiti.
Il sound dei Sicadis, band proveniente da Kansas City, è quanto di più “scontato” oggi si possa ascoltare, abbiamo infatti tutte le caratteristiche del metalcore: i rallentamenti, le divagazioni melodiche in salsa pseudo death, le accelerazioni adrenaliniche condite da un riffing thrashato e spezzato dal “core”, anche quando ne faremmo volentieri a meno, un’impostazione vocale che vede duettare spesso growl e scream e il cantato pulito.
In pratica è una riproposizione di cliché ormai sedimentati, che hanno creato sotto un certo punto di vista una sorta di base stabile sulla quale muoversi, ma che d’altro canto portano a un’immobilità stilistica capace di rendere particolarmente simili le uscite di questo tipo. Quali sono quindi i motivi che dovrebbero condurre un ascoltatore a scegliere d’inserire nello stereo “Blood Of Thousand Hearts”, il debutto di questi musicisti statunitensi, e non un altro lavoro del genere? Me lo sto chiedendo anch’io.
Formalmente i brani sono ben costruiti, “Insult To Injury”, “Through These Eyes” (nel quale troviamo come ospite il cantante dei Five Finger Death Punch Ivan Moody), “No Sympathy” e “Slay The Masses” riescono pure a essere una discreta compagnia. Il punto è che quando la formazione tende a concentrare gli sforzi sull’approccio melodico, lo fa in maniera sin troppo massiccia e smielata, mentre le intrusioni di voce pulita sono da “classifica” e gli assoli piazzati nei momenti giusti tuttavia risultano freddi e poco coinvolgenti.
Per dirla tutta si tratta di un prodotto americano modellato per il mercato americano e questa sensazione di spudorata voglia di fare i “duri” dal cuore tenero non è piacevole neanche per chi, come il sottoscritto, in alcune circostanze si ciba di produzioni del genere.
Per quanto sia convinto che in patria questi ragazzi riusciranno a ricevere il supporto che meritano, non credo che da questa parte dell’Oceano Atlantico possano avere una gran longevità nello stereo, a meno che non siano adolescenti alle prime armi e adoratori dello stile a dar credito a una proposta simile.
Con rammarico ritengo “Blood Of Thousand Hearts” un’occasione sprecata per una formazione, i Sicadis, che con le doti in possesso potrebbe fare e dare ben altro.

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