SICITUR ADASTRA – New Beat In A Dead World

SICITUR ADASTRA – New Beat In A Dead World

Informazioni
Gruppo: Sicitur Adastra
Anno: 2010
Etichetta: Nail Records
Contatti: www.myspace.com/sicituradastramusic
Autore: Mourning

Tracklist
1. Intro
2. New Beat In A Dead World
3. Virus
4. I Never Change
5. Fading
6. Retrospection
7. Unfaithful World
8. Find a World For Me
9. Outro

DURATA: 40:34

SICITUR ADASTRA - New Beat In A Dead World Con un monicker direttamente derivante da una citazione latina di Virgilio “Sic Itur Ad Astra” di cui il significato è: “tale è la strada per le stelle”, la formazione ungherese dopo aver pubblicato due ep negli anni passati scalda le polveri e si tuffa nell’avventura full con “New Beat In A Dead World”.
Suonano death melodico e quindi le aspettative non è che fossero poi molte, non per una questione di mancanza di qualità ma perché di sicuro le innovazioni in tale genere ormai sono state apportate e non so davvero cos’altro si possa inserire per trovare strada nuova da battere, con il rischio di far uscire chissà quale porcheria.
Per fortuna i ragazzi si presentano con una miscela che fra classico e moderno possiede le armi adatte a tenere quanto meno vivo l’interesse.
Nessuna forzatura di tipo core o andante verso quella direzione, è la scuola svedese a tenere banco all’interno della prova, i nomi sono i soliti anche se vi è un taglio per certi versi più gelido e ammiccante allo stesso tempo che potrebbe chiamare in causa anche altri act, tutti comunque rientranti in quella scena di Gothenburg matrice del sound.
Le chitarre taglienti, melodie energiche ancor più ravvivate dall’uso delle tastiere che diviene un tappeto sinfonico, accompagnamento adatto allo svolgere dal piglio accattivante ma non estremamente catchy se paragonato alle solite proposte odierne basate di frequente su chorus al limite col pop e americanate non proprio combaciabili e rispettose dello stile madre.
Se gli In Flames si riscontrano con cenni del periodo che diede vita a “Colony” e Clayman”, tanto quanto i Dark Tranquillity di “Haven” e “Damage Done”, i Sicitur Adastra hanno assorbito quelle lezioni e le hanno elaborate sfruttandole in pieno.
Ascoltando la titletrack, “I Never Change”, “Fading”, “Find A World For Me” sino ad arrivare al conclusivo “Outro” noterete come il sound seppur sia raffinato non perda occasione per stringere la presa e non cada nella tentazione del vocalizzo pulito che fa tanto routine ormai ma tirandoti in causa la storia del genere.
Le composizioni, dotate di una buona dinamica e di una prova complessiva ben più che discreta, superano quindi l’aspettativa di chi come il sottoscritto pensava di avere a che fare con l’ennesimo sterile clone, mostrano tracce di personalità e un vigore che fanno di “New Beat In A Dead World” prestazione degna di emergere nella mediocrità odierna.
Un appunto però lo devo fare: perché l”Outro” dopo quelle suadenti note di piano mi deve far sorbire una decina e passa minuti di segnale morse che suppongo sia un S.O.S ripetuto non so quante volte? Non ne bastavano la metà e magari avere un pezzo in più in scaletta?
Tale decisione su un disco di una durata di quaranta minuti ne riduce parecchio il contenuto che per quanto valido risulta alla fine striminzito.
La produzione in linea generale poteva essere più robusta, i suoni sembrano un po’ spenti soprattutto le tastiere che egregiamente disegnate viaggiano però un passo indietro rispetto al resto, come primo lavoro “importante” il risultato che n’è venuto fuori è più che soddisfacente, per arrivare alla maturità il tempo non manca ma le sottigliezze sono da curare per ottenere ciò che si vuole.
Per chi segue il death della scene svedese, siate seguaci di vecchia scuola o neofiti poco importa, i Sicitur Adastra non credo abbiano problemi a farsi ascoltare gradevolmente, augurando loro che con il prossimo disco riescano nel fare un bel centro pieno

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