SICULICIDIUM – Lélekösvény

 
Gruppo: Siculicidium
Titolo: Lélekösvény
Anno: 2006
Ristampa: 2015
Provenienza: Romania
Etichetta: Sun & Moon Records
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TRACKLIST

  1. Az Erdõ Szelleme
  2. Lelkem Némasága
  3. Ösvények, Csillagok
  4. A Nap És A Hold
  5. A Blackened Desire
  6. Eastern Smell Of Death
  7. Gravesong
  8. A Magyarok Nyilaitól Ments Meg Uram Minket [cover Angel Reaper]
  9. Öld Meg Isten Szolgáját! [cover Fantom]
DURATA: 42:28
 

Terzo passaggio su Aristocrazia per i Siculicidium: la prima apparizione della band romena fu all'alba del debutto "Utolsó Vágta Az Univerzumban", mentre nel 2014 il collega Bosj si occupò della recensione del secondo disco "Hosszú Út Az Örökkévalóságba"; terzo approdo su questi lidi dunque, ma questa volta non è per parlarvi di un nuovo album. L'oggetto della recensione odierna è infatti la ristampa di "Lélekösvény", ep uscito originariamente nel 2006 e ripresentato l'anno scorso sul mercato dalla conterranea Sun & Moon Records: nulla di inedito quindi, al contrario un salto nel passato addirittura antecedente all'esordio sulla lunga distanza che il sottoscritto vi presentò ormai più di cinque anni addietro.

Quella contenuta in "Lélekösvény" è una proposta ovviamente ancor più acerba, tagliente e ferale come nella luciferina tradizione Black Metal, una proposta che qui ancor più che in futuro risente dei più classici influssi norvegesi, sebbene siano già presenti alcuni momenti più introspettivi e atmosferici ("Az Erdõ Szelleme", "Gravesong") — o addirittura di puro Folk ("A Nap És A Hold") — inconfondibilmente provenienti dall'Europa orientale. Non mancano composizioni e melodie di ottima fattura e di sicuro impatto ("Lelkem Némasága", "A Blackened Desire"), le quali rievocano i fetori dei più neri e torbidi liquami al cui interno il Black Metal è nato e cresciuto, così come è pressoché onnipresente quell'affilato e gelido senso di malignità atavica che permeava i famigerati dischi scandinavi del primo lustro degli Anni Novanta.

Da segnalare anche che in chiusura sono state aggiunte due cover: "A Magyarok Nyilaitól Ments Meg Uram Minket" e "Öld Meg Isten Szolgáját!", rispettivamente degli ungheresi Angel Reaper e Fantom. Pezzi lerci, ignoranti e bestiali come da copione, eseguiti senza infamia e senza lode, che rendono indubbiamente onore allo stile degli autori originali.

"Lélekösvény" è un lavoro aspro, grezzo, pregno di una furia primordiale e fieramente malinconica; un disco di certo non imprescindibile, che non è emerso e che non emergerà mai in alcun modo dall'oceano di questo genere ormai saturo, ma che probabilmente farà la felicità di tutti coloro che amano spasmodicamente il Black Metal nella sua forma più classica.

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