SICULICIDIUM – Utolsó Vágta Az Univerzumban

 
Gruppo: Siculicidium
Titolo:  Utolsó Vágta Az Univerzumban
Anno: 2009
Provenienza: Romania
Etichetta: Sun & Moon Records
Contatti: Facebook  Bandcamp
 
TRACKLIST

  1. Utolsó Vágta Az Univerzumban
  2. Halványan Az Idõ Ellen
  3. Bizonytalan Ideák – Ellenállás! (Bizonytalan Ideák Pt. 2)
  4. Talán (Ha Hallanám…)
  5. A Sajnálat Utolsó Lehelete (Taxidermia)
  6. Lebomlás, Lelassulás
DURATA: 39:00
 

L'appellativo «siculicidium» fu affibbiato, storicamente parlando, al genocidio compiuto nel 1764 dalle armate asburgiche contro i Székelys. Questi ultimi sono una piccola minoranza etnica di origini ungheresi, stanziata per la maggior parte in Romania. Proprio da questo avvenimento prendono il nome i Siculicidium, band romena i cui membri sembrano far parte della minoranza etnica sopra citata.

Il duo, formato da Pestifer (basso e chitarra) e Lugosi Béla (voce), coadiuvato da Khrul come batterista session, si cimenta in un Black Metal di chiara ispirazione norvegese. L'influenza maggiore e più palese in questo senso proviene senza dubbio dal celeberrimo "De Mysteriis Dom Sathanas", dal quale viene anche ripreso lo stile dello scream debitore sicuramente delle prove vocali offerte da Attila Csihar. Oltre alle derivazioni ripescate da band quali Mayhem e Darkthrone, si possono però notare anche rimandi a gruppi come i vicini Drudkh e Astrofaes, in special modo per quanto riguarda la grande importanza data al carattere più atmosferico e riflessivo della proposta. Ciò che rende particolare questo lavoro è l'attenzione riposta nel miscelare in maniera omogenea la parte più ferale e tagliente del genere a rallentamenti introspettivi e naturalistici, in grado di distendere le composizioni e di farle variare tra loro. L'utilizzo di chitarre acustiche è il mezzo scelto per operare tali cambi nell'umore generale; cambi che risultano essere comunque sempre ben inseriti e azzeccati in modo da non spezzare il feeling costruito fin a quel momento in brani come la "Utolsó Vágta Az Univerzumban", "Halványan Az Idõ Ellen" e "Lebomlás, Lelassulás". All'interno dell'album trovano spazio anche alcune soluzioni ripescate da un repertorio ottantiano più orientato all'Heavy in "Talán (Ha Hallanám…)" e "A Sajnálat Utolsó Lehelete (Taxidermia)".

Il difetto più grande del lavoro è però la staticità delle composizioni, che risultano essere spesso cicliche e genericamente ripetitive. Il fatto che il genere suonato non sia di certo dedito all'eccessiva varietà stilistica non può e non deve essere una scusante, in quanto la differenza tra un'impostazione musicale rigida (passatemi il termine) e una monocorde è davvero abissale. Purtroppo la monotematicità compositiva è un po' il tallone d'Achille di pezzi come "Bizonytalan Ideák – Ellenállás! (Bizonytalan Ideák Pt. 2)", "Lebomlás, Lelassulás" e, in linea generale, di tutto quanto il prodotto. Gli inserti acustici attutiscono questa sensazione di immobilità compositiva, però senza mai stemperarla del tutto. Vero è, comunque, che una produzione leggermente più curata e ben calibrata avrebbe forse potuto giovare in tal senso.

In conclusione, nonostante le pecche evidenziate, questo primo lavoro dei Siculicidium può già godere di una certa considerazione soprattutto in un'ottica futura. Le potenzialità per fare meglio ci sono, ora ciò che necessitano è trovare il coraggio di osare di più e dare maggiore dinamicità alla fase compositiva. In attesa che ciò avvenga, qualche passaggio di questo disco nello stereo può essere cosa gradita, specialmente a chi ama il Black Metal più introspettivo e riflessivo.

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