SIEGHETNAR – Die Asche Eines Geistes

 
Gruppo: Sieghetnar
Titolo:  Die Asche Eines Geistes
Anno: 2011
Provenienza: Germania
Etichetta: Ashen Productions
Contatti: non disponibili
 
TRACKLIST

  1. Die Asche Eines Geistes
DURATA: 22:38
 

Voi avete mai sentito parlare del progetto Sieghetnar? No? Perfetto, nemmeno io. Sebbene questa one-man band tedesca sia attiva ormai dal 2005 e abbia una discografia composta da ben quattro full, una manciata di demo e uno split con Uruk-Hai, la sua diffusione non è molto vasta. Quello che mi accingo a presentare è un mini intitolato "Die Asche Eines Geistes", ristampa in digipak (a cura della label austriaca Ashen Productions) di un demo datato 2008 e uscito allora in sole venticinque copie numerate a mano.

Il disco che mi ritrovo da recensire è composto da una sola traccia lunga più di ventidue minuti, una sola traccia che si avvale di un'apertura a base di risonanze oniriche, un malinconico ed estraniante ingresso spalancato verso un mondo cupo, scomodo e dominato da demoni che difficilmente si lasciano mettere a fuoco o afferrare, ma che non nascondono di certo la loro presenza. Il minimalismo è senz'altro la chiave di volta dell'intero lavoro in quanto il riffing di matrice Black/Doom è ripetitivo e stordente, è un'ossessione che annichilisce nella sua ciclica semplicità e nemmeno la batteria ha mai veri e propri slanci, piuttosto essa si protrae quasi sempre con la sola funzione di accompagnamento, proprio come se fosse un orologio che scandisce il tempo di una dimensione anomala ed inconcepibile.

Per una proposta del genere è quasi scontato affermare che l'impronta di Burzum sia ben presente, ma "Die Asche Eines Geistes" non è una riproposizione sterile o impersonale, è un vero viaggio che la mente di Thorkraft ha voluto concepire facendo riferimento ad un determinato stile riversandovi però all'interno tutta la sua sensibilità artistica. Laddove la coltre Black Metal si alza, viene liberato il campo ad un Dark Ambient che si ammanta di un'aura cosmica, lasciando risplendere la sconfinata ed attraente purezza dell'oblio e la tormentata bellezza dell'oscurità siderale. A questo punto forse non è più possibile tornare indietro o forse la nostra mente è già rinchiusa in una realtà visionaria ed incomprensibile, ma tutto questo non ha importanza quando le cullanti ed arpeggiate note di chiusura verranno a suonare per noi un requiem che non porterà gioia e non porterà dolore: sarà semplicemente il suono con il quale ci accomiateremo definitivamente da questo mondo, immersi in un torpore che nulla ha di umano per noi che forse, ormai, umani non siamo più.

Il lavoro è completamente strumentale e questo è, a mio parere, un bene perchè un apporto vocale, per una proposta tanto intima, dubito avrebbe potuto giovare in maniera consistente, anzi; certo, questo aspetto potrebbe risultare ostico per alcuni, ma, del resto, l'intero lavoro è destinato ad essere apprezzato da una cerchia di persone che non usufruisce della musica in maniera superficiale bensì che entra in contatto con essa con lo Spirito, con ogni molecola della mente. Non conoscendo (ancora) il passato di Sieghetnar, non posso far raffronti con le uscite precedenti o con quelle successive a questo demo però posso di certo dire che "Die Asche Eines Geistes" è un disco meritevole da non sottovalutare. Thorkraft con il suo operato chiede di poter entrare nella vostra anima, facendone vibrare le corde e scuotendone l'Essenza: gli lascerete libero accesso? Credo proprio che sarebbe un grosso errore non farlo.

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