SIENA ROOT – Root Jam

 
Gruppo: Siena Root
Titolo:  Root Jam
Anno: 2011
Provenienza:  Svezia
Etichetta: Transubstans Records
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TRACKLIST CD 1

  1. Introduction
  2. The Rat
  3. Waiting For The Sun
  4. Bhimpalasi
  5. Into The Woods
  6. Words

TRACKLIST CD 2

  1. Trippin
  2. Bhairavi Thumri
  3. Dreams Of Tomorrow
  4. Long Way From Home
  5. Rasayana
  6. Reverberations
DURATA: 01:31:00
 

Chi segue Aristocrazia da tempo sarà a conoscenza del fatto che il sottoscritto non ama particolarmente scrivere di prestazioni live, "Root Jam" degli svedesi Siena Root è infatti una delle rare divagazioni che mi sono concesso in tale ambito e seppur si parli di una prova in formato cd vi posso assicurare che la sensazione di essere on stage sia veramente intensa.

La formazione vive di retrò sound, è figlia della cultura anni Settanta e questo doppio disco contenente oltre un'ora e mezza di musica raccoglie alcune delle perle scritte dagli scandinavi nella loro avviata carriera.

Il primo disco si apre con "Introduction" su tema di Ennio Morricone, ma è con "The Rat" e la voce di Sanya che s'inizia a far sul serio. L'hard rock è vivace, intenso e con "Waiting For The Sun" e la strumentale "Bhimpalasi" il suono diviene più ricco ed estroso grazie anche alla partecipazione del sitar a cura di Stian Grimstad, dell'organo messo in bella mostra e di un KG chitarrista spettacolare anche in fase d'assolo.

Aumento di bassi e movenze groove sono palesi nell'incedere di "Into The Woods", cambio dietro il microfono con l'entrata di Oskar e altri inserimenti estranei al classico mood dei Siena Root, fanno la loro comparsa il flauto di legno di Anna Sandberg con un piacevole ed etereo assolo e la ghironda (strumento utilizzato anche in ambito metal, chi segue band come gli Eluveitie e In Extremo avrà già avuto modo d'incrociarne i suoni) di Tangman, lasciando all'ultima "Words" il compito di chiudere la prima parte con l'ennesima ospitata, stavolta alla sei corde. È il bluesman Maxi Dread l'artista designato ad apportare qualità aggiuntiva al brano.

Se le atmosfere dai tratti evocativi del primo cd mi avevano alquanto soddisfatto, con le canzoni che danno il via alla sua seconda sezione rimango a dir poco estasiato. "Trippin" e "Bhairavi Thumri" abbandonano i suoni elettrici per affidarsi all'intimità dell'acustica e intanto gira la ruota e al microfono è giunto il turno per Jonas Ahlen. Vogliamo soffermarci sul lavoro d'organo che introduce "Long Way From Home" e del modo con il quale i Siena Root jammano spudoratamente e naturalmente nelle conclusive "Rasayana" e "Reverberation" ne vogliamo parlare?

Questo "Root Jam" è una chicca per appassionati, per nostalgici del suono fine anni Sessanta e anni Settanta e se si è adoratori di formazioni culto quali sono Deep Purple, Uriah Heep, Vanilla Fudge, Jefferson Airplane e non ultimo Jimi Hendrix, uno che dove c'è classe e ispirazione free sembra proprio non poter essere assente, quest'album farà decisamente per voi.

Se aveste incrociato in passato i Siena Root apprezzandoli, l'acquisto sarebbe quasi un obbligo morale da espletare verso la collezione della quale siete in possesso, del resto come perdersi uno spettacolo simile? E soprattutto, perché farlo?

 

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