SIGIRIYA – Return To Earth

SIGIRIYA – Return To Earth

Informazioni
Gruppo: Sigiriya
Titolo: Return To Earth
Anno: 2011
Provenienza: Galles
Etichetta: The Church Within Records
Contatti: myspace.com/sigiriyawales
Autore: Mourning

Tracklist
1. The Mountain Goat
2. Tobacco Sunrise
3. Hurricane
4. Whiskey Song
5. Dark Fires
6. Robot Funeral
7. Deathtrip To Eryri

DURATA: 35:32

SIGIRIYA - Return To Earth Ve li ricordate gli Acrimony? Erano una band stoner/doom inglese sotto contratto con la Peaceville splittata nel 2001, dalla ceneri di quella realtà sono sorti i Sigiriya, la formazione è la stessa, l’unica defezione è quella del secondo chitarrista Lee Davis.
Chissà qual è stato il motivo che li ha spinti a tornare tutti insieme dopo una decade d’innatività? Poco male, ciò che importa davvero è che siano rientrati in pista con un buonissimo album, “Return To Earth”, stavolta supportato dalla tedesca The Church Within Records.
Il buon vino invecchiando migliora, non siamo però di fronte a palesi exploit, non avremo fra le mani un capolavoro ma inutile dirvi che gl’ingranaggi compositivi sono tutt’altro che arrugginiti, girano alla perfezione miscelando stoner, metal e blues, certo non si possono far mancare quella spruzzata di psichedelia che tanto “ce piace”, l’ultima traccia “Deathtrip To Eryri” sembra esser messa lì per compiacerci.
Il riffing classicamente di stampo “pesante” e ricco di flavour seventies acquista una forma monolitica in “Whiskey Song”, in alcuni casi immaginate d’ascoltare l’omonimo dei Black Pyramid a cui è stato tolto del “nero”, il suono diviene più lucido e rockeggiante e quel wah wah che viene fuori dirompente ogniqualvolta che la chitarra “tinge” gli assoli resta comunque una figata solo al pensiero di poterlo udire.
La scaletta si snoda con facilità e realizza attimi goderecci a più riprese, è così che brani quali “The Mountain Goat”, “Robot Funeral” e “Dark Fires” ce li ritroviamo lì pronti ad offrire degli spunti più che piacevoli.
Parliamoci chiaro, “Return To Earth” è un disco che parla direttamente al cuore dell’ascoltatore, non vi sono “hit” indimenticabili ma possiede una tracklist priva di sbavature che permette ancora una volta ai fruitori abituali e compratori ossessivo – maniacali del genere di poter avere nella propria collezione l’ennesimo titolo “stoner” che una volta uscito dalla bacheca il suo dovere lo compie alla grande.
Mi fa quindi piacere che i Sigiriya abbiano deciso di rimettere le mani in pasta, musica senza “pretese”, genunina e divertita come questa non può che dar vita a delle salutari scapocciate alcoliche. Onore a loro!

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