SILENCER – The Great Bear

SILENCER – The Great Bear

 
Gruppo: Silencer
Titolo:  The Great Bear
Anno: 2012
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Vanity Music Group
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TRACKLIST

  1. Sacred War
  2. I Am Thunder!
  3. 1969
  4. Great Bear
  5. Insignia
  6. Star City Pt. I
  7. Star City Pt. II
  8. Orders / Noble Sacrifice
  9. The Roar
  10. Light
  11. The First, The Last
DURATA: 30:18
 

I Silencer (da non confondere con gli omonimi svedesi) sono una thrash band particolare, le loro radici power metal infatti sono ancora vive nel suono e ciò si riflette anche nel terzo lavoro intitolato "The Great Bear".

È una proposta interessante quanto soddisfacente quella racchiusa in appena trenta minuti di musica, le tracce del disco a seconda dell'impostazione sfoderano l'attitudine thrash con veemenza, lo noterete in "I Am Thunder" e "The Roar"; oppure mantengono viva quella percezione heavy/power in episodi quali "Great Bear" e "Orders/Noble Sacrifice", dimostrando di possedere un suono a cavallo fra i due mondi e l'abilità di far convivere influenze diverse, dai Metallica ai Morgana Le Fay, dai Testament ai Tad Morose, sino a echi lontani dei Savatage e chissà quanti altri ne potrei citare. Dico ciò senza nulla togliere ai musicisti di Denver, che palesano una preparazione e uno stile quantomeno difformi dalla massa, distaccandosi dalla mera riproposizione dell'old school ripreso in ogni singolo passo e copia-incollato, aspetto che odiernamente gambizza parecchie delle nuove uscite buone o ottime strumentalmente, ma vuote e totalmente prive d'iniziativa personale.

"The Great Bear" ha una sola grossa pecca, dura veramente poco, tuttavia devo dar atto ai Silencer di essere riusciti a narrare in così breve tempo un concept davvero affascinante come quello della sfida per la conquista dello Spazio fra U.S.A. e U.R.S.S. negli anni Cinquanta e Sessanta, è una bella storia che conferma la validità dell'operato del gruppo.

In un panorama musicale affollato di vorrei, ma non posso e standard in formato disco, i Silencer sono fra quelle realtà che meriterebbero supporto e un po' di visibilità in più, la strada intrapresa potrebbe fare la differenza ed elevarli definitivamente al di fuori della massa di band da sei in pagella, vi consiglio quindi di prestare orecchio a "The Great Bear".

 

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