SILENT GRAVE – Silkworm

SILENT GRAVE – Silkworm

Informazioni
Gruppo: Silent Grave
Titolo: Silkworm
Anno: 2012
Provenienza: Avellino, Italia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: facebook.com/pages/Silent-Grave/106612351607 – myspace.com/silentgravemetal
Autore: Insanity
1. Wasteland
2. Theatre Of Tragedy
3. The Prisoner
4. Sinestesy
DURATA: 21:59
SILENT GRAVE - Silkworm I Silent Grave sono una giovane realtà nata nel 2009 che in questo 2012 pubblica l’ep “Silkworm”, quattro brani per poco più di venti minuti di musica. Il quintetto di Avellino propone un Gothic che unisce una base relativamente pesante ad elementi quali un violino ed una voce femminile ad addolcire il tutto. La band offre una prestazione di tutto rispetto, ogni componente svolge benissimo il proprio compito: la base ritmica di Eleonora e Carmine, rispettivamente al basso ed alla batteria, è decisamente solida e su di essa la chitarra dal suono grave di Alessandro si trova a proprio agio nello sfornare riff aggressivi ed assoli in puro stile Heavy Metal. Fin dai primi secondi di “Wasteland” questi aspetti saranno messi in evidenza, ma ciò che rende particolare la musica dei Silent Grave è l’assenza di una tastiera alla quale è stata preferita la violinista Mariacarmela, protagonista in varie occasioni tra le quali spiccano la melodia neoclassica a metà di “Theatre Of Tragedy”, le note pizzicate sull’assolo di “The Prisoner” ed il particolarissimo ed inquietante finale in chiusura dell’album. Ogni componente ha comunque i propri momenti di gloria, compreso il basso (“Synestesy”). Ho volutamente evitato fino ad ora di parlare della voce perchè merita un capitolo a parte: la performance di Giusy è la vera punta di diamante di questo disco, capace di variare in continuazione tra uno stile più lirico ed un canto più classico mantenendo costantemente la sua limpidezza e passando da linee vocali quasi esotiche ad altre che a tratti ricordano Amy Lee degli Evanescence; ottima tecnica che non tralascia assolutamente il pathos, ma è anzi il mezzo che lo porta all’ascoltatore. A completare il tutto, una produzione degna di lavori di alto livello che valorizza al meglio ogni singolo strumento. La band dimostra di aver già trovato una propria strada personale, ora deve solo percorrerla sfruttando il potenziale che indubbiamente ha e migliorando le qualità che li fanno emergere dall’oceano di band giovani. Agli amanti del Gothic consiglio di tenerli d’occhio, in futuro potrebbero darci qualche bella sorpresa.
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