SILENT PATH – Mourner Portraits

 
Gruppo: Silent Path
Titolo:  Mourner Portraits
Anno: 2012
Provenienza:   Iran
Etichetta: Hypnotic Dirge Records
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TRACKLIST

  1. Empty Earth
  2. Filth Of Mankind
  3. Broken Trees
  4. Last Men, Last Dreams
  5. Forgotten Sounds
  6. Sarabe Aramesh
  7. Epic Suicide
  8. Grey Dolls From Nowhere
  9. Unwritten Story
DURATA: 54:05
 

Chi si ricorda del progetto iraniano Ekove Efrits? Non doveste riuscirci, qui c'è il link che riporta alla recensione dell'ultimo lavoro targato con quel monicker intitolato "Conceptual Horizon".

La prendo larga perchè è dello stesso personaggio, Count De Efrit, che scrivo ma stavolta è diversa la veste, il musicista infatti ripresenta sulla lunga distanza i suoi Silent Path, il cui disco di debutto "Mourner Portraits" era già stato rilasciato nel 2009, probabilmente soltantoo in formato autoprodotto/promozionale. Adesso ha il supporto e una forma professionale grazie alla collaborazione con la canadese Hypnotic Dirge Records.

La differenza fra le due facce della medaglia viene evidenziata nel songwriting di un artista sempre e comunque avvolto da sensazioni tetre e tediose, atmosfere nelle quali la luce è un ospite indesiderato, con l'assenza di speranza e la presenza di una malinconia avvolgente che si propagano a dismisura.

Negli Evoke Efrits si è evoluta nel tempo una scia post-rock all'interno di aree depressive che non disdegnano l'alone gotico. Questa creatura pur mantenendone nel dna parte della consistenza melodica e la composizione ciclica disarmante, attinge sia dalle basi gettate agli albori da Burzum, interpretate in maniera personale dai primi Shining e Xasthur (quest'ultimo anche ottimo produttore di roba inutile all'inverosimile), nutrendosi altresì di rallentamenti e fasi disperate che vanno dal delicato allo straziante. Questo la ricollega alla lontana al funereo degli Shape Of Despair e più verosimilmente alla cruda realtà dei Nortt, è quindi uno sprofondare incombente che diviene perenne quello che viene declamato nei nove brani di "Mourner Portraits".

L'approccio è evocativo, i brani stessi nel nome indicano in maniera cristallina qual sia il destino che li avvolge e possiede, cosa ci si può attendere da una canzone intitolata "Last Men, Last Dreams" se non un'ambientazione sconsolata e amareggiata dove la speranza è strappata, lacera e non c'è filo alcuno che possa essere utile per rattopparla?

Epic Suicide" invece è più di ciò che sembra, Count De Efrit decide di affrontare l'orrore e la guerra, qualunque sia il risvolto preso quest'ultima rimane pur sempre una fonte infinita di morte e causa di dolore inenarrabile. Il pezzo recita:

epic suicide for the soldiers
a way to salvation by self-destruction just kill and bie to become a hero
so embrace your glory and walk to death…
your death.

Vi torna?
Sono sicuro che aprendo il booklet e affiancando all'ascolto la lettura dei testi e la visione delle immagini la situazione vi si chiarirà ulteriormente.

"Mourner Portraits" conferma come l'Iraniano sia dotato di personalità e anche quando questa viene meno, cadendo in soluzioni note del genere atmosferico e depressivo, mantiene una più che degna forma accoppiata a una sostanza tutt'altro che leggera. Possiede insomma i propri difetti, un po' come quasi la totalità delle release di questi ambienti paga dazio per la derivazione e per una formula che alla lunga può divenire asfissiante se non si è appassionati e calati con la mente in maniera integrale su ciò che viene raccontato dalla musica.

Per questo consiglio i Silent Path a coloro che risiedono da tempo in questo limbo sonoro senza fine, di certo troveranno nelle composizioni di Count De Efrit ciò che cercano, l'essere negativi in questo caso è più che mai un pregio.Testo di prova: sostituiscilo.

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