SINCARNATE – As I Go Under

 
Gruppo: Sincarnate
Titolo:  As I Go Under
Anno: 2010
Provenienza:  Romania
Etichetta: Hatework
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TRACKLIST

  1.  Acedia – Tristitia De Buono Spirituali
  2. Song Of Eternal Return
  3. I Defy Absurdity
  4. Getting Over Jocasta
  5. On Earth, The Furthest
  6. Unbearable Lightness Of Guilt
  7. Nurturing The Gods Of Doubt
  8. Doomed As We Are
  9. Ecce Homo!
  10. Rituals Of Obnubilation
DURATA: 01:07:15

Quando vedo un disco che viene etichettato doom-death ho sempre la paura di trovarmi all'ascolto di qualcosa che poi non lo sia perchè troppo moderno e scanzonato o solo per il fatto che molti scambiano dei semplici rallentamenti in stile Asphyx per una versione rientrante a forza in quello stile.

Il debutto dei romeni Sincarnate "As I Go Under" è una prova che in tutto e per tutto rientra nel filone sopracitato, la presenza del death e delle ritmiche in up-tempo viene convogliato all'interno di composizioni lente e decadenti dall'accentuata malinconia. Inutile dire che i primi nomi che fanno capolino nella mia testa durante l'ascolto sono quelli dei maestri che hanno dato vita a tale corso musicale quindi Paradise Lost e My Dying Bride, non mancano però soluzioni che portino alla mente realtà come i Tiamat per la vena dolce-amara, i Melechesh per l'innesto di fraseggi orientaleggianti e un riffato che in certi passaggi accenna chiaramente a divagazioni nel suono thrash più duro.

Sono gli albori del doom estremo a fare da quadro a un'opera d'arte che assume forma propria sin dalla copertina di stampo dadaista (o almeno questa è l'impressione del sottoscritto di cui spero perdonerete l'ignoranza, ma che è rimasto colpito da come facendo vedere a più persone la stessa copertina e chiedendo cosa vi vedessero il risultato sia stato tutto tranne che uniforme) e che si cimenta in tematiche filosofiche profonde, le grandi questioni che attanagliano l'umano esistere, la religione, l'eternità, i conflitti e la morte.

Infilo l'album nel lettore non è di facile assimilazione e il suo sviluppo non troppo difforme di traccia in traccia lascia però aperture all'approfondimento personale grazie alla ricerca dei singoli orpelli e atti sinfonici che vengono inseriti. Un tragitto che sin dall'inizio diviene impervio e battente con brani quali "Acedia – Tristitia De Buono Spirituali" e "On Earth The Furtest" che mettono sul piatto una carica espressiva elevata coadiuvata da una prestanza sonora notevole, tuttavia capace di prestare spazio anche a momenti orientati in direzioni meno grevi e altrettanto opprimenti come il leggiadro finale di una "Getting Over Jocasta", le tastiere eteree magniloquenti di "Doomed As We Are" con il suo poetico incedere e le movenze esotiche che s'intrecciano in una "Nurturing The Gods Of Doubt" d'altri tempi.

In questo contesto la differenza la fa un cantante, Marius, molto più che bravo nel divincolarsi da una prestazione canonicamente legata al growl sfoggiando negli istanti più consoni parti evocative sommesse e ringhiando con rabbia quando la propria posizione diviene più maligna e ferrea.

È passata un'ora e più, "As I Go Under" sta per finire, rimane in pratica solo l'ultima traccia "Rituals Of Obnubilation" da far scivolare e dopo averla ascoltata il silenzio si fa strada interrotto improvvisamente dalla traccia nascosta che scorre lenta e melancolica, le voci, il pianto di un bambino, voci confuse che ridono, attimi d'eros e parole che sembrano essere estratte da un discorso serio e posato si susseguono in un crescendo emotivo che accompagnato da un coro tristemente angelico va a concludersi con la frase "Take Me To The Otherside".

Nel complesso è un album maturo, interessante e ben suonato questo dei Sincarnate che tutto sembra tranne una prima prova, la formazione è di qualità molto superiore al cospetto di un ambiente doom dove per fortuna la media è già di per sè di più che buon valore, per come si pone nei confronti della musica e del pensiero che trasmette, il minimo che possa fare è consigliarvene l'acquisto.

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