SIXTY MILES AHEAD – Blank Slate

SIXTY MILES AHEAD – Blank Slate

Informazioni
Gruppo: Sixty Miles Ahead
Titolo: Blank State
Anno: 2011
Provenienza: Italia
Contatti: myspace.com/sixtymilesahead
Autore: Mourning

Tracklist
1. Polite Conversations
2. Dance
3. Chances
4. Under My Skin
5. A Place

DURATA: 21:07

Ancora una volta è l’Italia a sorprendermi piacevolmente, per la precisazione sono i meneghini Sixty Miles Ahead, autori di un ep, “Blank Slate”, che mette sul piatto della bilancia una buona e quasi del tutto convincente prova rock/metal da parte di una formazione che sembra già pronta per il grande salto.
Il quartetto composto da Sandro Casali (voce), Fulvio Carlini (chitarra), Davide Bosio (basso) e Luca Caserini(batteria) piazza cinque brani alternanti riffoni robusti e goderecci ad aperture alternative/grunge che affievoliscono sì il sound ma divengono una discreta variante capace di fornire quella modalità “catchy” di presa che permette alle canzoni di possedere oltre a una costruzione curata anche un’alta fruibilità.
Poco più di venti minuti nei quali il rimando ad artisti come Zakk Wylde e gli Alter Bridge non è poi così complicato da cogliere, ascoltando l’opener “Polite Conversation” e “Under My Skin” (vi è un tocco di “cantrelliano” nell’approccio vocale più dolciastro) ne troverete più di una traccia.
Con “Dance”, pur avendo a che fare con il classico riff stoppato strasentito, quello che salta all’orecchio è la semplicità con la quale il brano rimane in testa, se il pensiero a qualcosa legato agli anni Settanta (Led Zeppelin) si fa largo in testa, ecco che il più schizzato Marylin Manson spogliato dal gusto “horror” della proposta e orientato su un rock più puro e cristallino si fa vivo. Non so, sarà forse un caso ma ho percepito un’affinità con “A Beautiful People” in alcuni passaggi, è strano lo so, la musica alle volte ti dirige dove vuole lei, è anche questo il bello, no?
Che i ragazzi abbiano capito come comporre del salutare e coinvolgente rock lo confermano con “Chances” che per non farsi mancare proprio nulla infila pure un po’ di “aria southern”, c’è una ridondanza stoner nel riffing, il ritornello è però di quelli da cantare a squarciagola mentre “A Place” porta a conclusione il mini affidandosi alla soluzione ballad ed è forse qui che i Sixty Miles Ahead risultano meno a loro agio.
Il pezzo è gradevole ma un po’ troppo “zuccherato”, chissà, avesse avuto una posizione e ruolo differenti in una tracklist più ampia probabilmente l’effetto sarebbe stato diverso, è quello il punto, posto in chiusura probabilmente rende meno perché ci si attende un’altra “botta di vita” a seguire e invece si cade nel nulla, o per meglio dire, ci tocca ripremere “play”, cosa che al sottoscritto è venuta più che naturale.
“Blank Slate” è un lavoro che sembra voler dare delle chiare garanzie all’ascoltatore, è ben suonato, possiede una produzione adeguata al prodotto e quindi tutto sembra orientato a favore dei Sixty Miles Ahead, non ci resta quindi che attendere la riprova di qualità con l’uscita dell’album di debutto, per ora fate vostri questi cinque pezzi e aggiungete alla lunga lista di act da tenere sott’occhio anche loro.

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