Sjodogg - Vanskapning

SJODOGG – Vanskapning

Gruppo:Sjodogg
Titolo:Vanskapning
Anno:2020
Provenienza:Norvegia
Etichetta:Duplicate Records
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TRACKLIST

  1. Vanskapning
DURATA:44:48

Sjodogg è un termine che indica una malattia (l’anaplasmosi) causata dal batterio Anaplasma phagocytophilum, tipica del bestiame e trasmessa all’uomo tramite le zecche. Sjodogg è anche il nome di un duo norvegese composto da Kjetil Hektoen, cantante nonché batterista, ed Espen Slotsvik, addetto a chitarra e basso, non certo due sbarbatelli, essendo attivi in varie band già a metà anni ’90. I primi vagiti del gruppo risalgono invece al 2003, seguiti da una collaborazione con la prestigiosa Osmose Productions e confluiti in una serie di demo e quattro album all’attivo, incluso questo Vanskapning (mostruosità) che esce per la Duplicate Records — anch’essa norvegese — a un anno dalla prima edizione in cassetta del 2019.

Parto subito dicendo che Vanskapning è un disco caotico e dispersivo, per nulla facile da approcciare. D’altronde, il motivo è palese da un primissimo ascolto e uno sguardo alla tracklist: se gli Sjodogg avessero voluto un’opera easy listening, non avrebbero realizzato una sola traccia di tre quarti d’ora intrisa di avantgarde black-death metal, dove l’avantgarde non riguarda tanto la sperimentazione quanto strutture e sonorità, con dissonanze a iosa e ben poca linearità. Su Vanskapning trovano spazio soluzioni più affilate e claustrofobiche, altre in cui l’incessante batteria è la base di poche note arpeggiate che non fanno altro che enfatizzare il vuoto e l’oscurità evocati dagli Sjodogg. Lo scream di Kjetil è acuto, a tratti rauco e gracchiante, e richiama alla mente il connazionale Aldrahn.

In mezzo a questo delirio si nascondono anche delle sperimentazioni vocali, con spoken word e tratti in vocoder (qualcuno ha detto Cynic?) che accentuano le atmosfere sinistre al pari degli scream più espliciti; si notano inoltre delle vaghe influenze thrash nelle partiture di batteria e in certi riff, cosa che i due norvegesi avevano già ammesso in passato. Purtroppo, questo miscuglio rischia di suonare a tratti un po’ forzato, ma su un unico pezzo da 45 minuti è più che fisiologico.

Ecco, si potrebbe concludere dicendo che si tratta dell’unico punto debole di Vanskapning, che non sembra avere altri difetti formali. La sua natura lo relega però a una nicchia molto limitata, composta da coloro che riescono a sopportare questo genere di composizioni e, allo stesso tempo, a non farsi prendere dalla noia dopo un po’; sinceramente, credo che agli Sjodogg vada bene così.

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