SKOGEN – Svitjod

SKOGEN – Svitjod

Informazioni
Gruppo: Skogen
Titolo: Svitjod
Anno: 2011
Provenienza: Svezia
Etichetta: Frostscald
Contatti: myspace.com/skogensweden
Autore: Mourning

Tracklist
1. Dighra Dödh
2. Häxsabbat (Crimen Laesae Divinae Maiestatis)
3. Midnattens Glimrande Stillhet
4. Begraven
5. Vinterriket
6. Storm
7. Natthymn
8. Blodörnshämnd
9. Dauðaferð
10. Svitjod

DURATA: 01:02:32

SKOGEN - Svitjod Il duo black svedese degli Skogen è adesso diventato un trio, oltre ai membri originari Mathias Nilsson e Joakim Svensson (entrambi attivi anche negli Entrails) si è unito un ex compagno degli splitatti Devilry, buonissima band di cui recensii il primo demo “Heading For Salvation”, il batterista L. Larsson, il che vuol dire niente più drum machine ma avere a disposizione un drumming “reale”.
Non che il debutto “Vittra” abbia subito danni dall’utilizzo della drum machine, è però evidente il passo in avanti in termini di suoni e resa avvenuto grazie all’inserimento del nuovo elemento nel secondo capitolo rilasciato sempre sotto Frostscald e intitolato “Svitjod”.
I Bathory andrebbero fieri di questi ragazzi, non possiedono la solennità vichinga del gruppo di Quorton, hanno però una visione splendida sia per atmosfere che incisività delle melodie in grado di scomodare un riferimento così imponente.
Il combo svedese non si distacca poi molto da quanto prodotto nel recente passato, l’importante era mantenere almeno un valore artistico che potesse risultare alla pari con quello insito nel primo lavoro, le aspettative sono state rispettate senza troppi problemi seppur qualche pezzo la tiri forse un po’ per le lunghe.
Pezzi quali l’opener “Dighra Dödh”, “Storm” e la titletrack miscelano fierezza e attimi meditabondi, vi sono poi tracce più emotivamente tortuose come “Häxsabbat (Crimen Laesae Divinae Maiestatis)”, caratterizzata dalle agrodolci chitarre acustiche e da un finale in crescendo con tanto di tirata a smuoverne l’animo, “Midnattens Glimrande Stillhet” paragonabile al gelido vento che spira in una scintillante e turbinosa notte, “Vinterriket” che sembra mettere a confronto le anime silvestri e quella umana con sbalzi umorali netti e “Dauðaferð”, lungo strumentale affidato alle cure del piano struggente in più di una circostanza, difficile trovare una “falla” che si possa definire realmente tale a “Svitjod”.
Il disco anche nei frangenti d’intermezzo rappresentato da canzoni ponte come “Begraven” e “Natthymn” non perde mai contatto e feeling con ciò che sta rappresentando, con quel percorso in mezzo alle foreste che ha intrapreso e vuole portare a termine.
Come addentrarsi in un’ opera simile se non attraverso i testi e immergendosi in un booklet che per scelta d’immagini e colori s’intona alla perfeziona alla musica composta dal combo, musica peraltro prodotta in modo da esaltare l’impianto atmosferico dei brani, tutto torna.
Siete rimasti affascinati da “Vittra”? Non potrete esimervi da acquistare questo “Svitjod” dato che n’è il logico successore, non aveste ancora avuto il piacere di ascoltare nulla di questi ragazzi e vi capitasse fra le mani quest’ultimo album? Compratelo e viaggiate insieme a loro in mezzo alla natura incontaminata delle lande scandinave, il pensiero, un pizzico d’immedesimazione e la voglia di fuggire dalla grigia realtà vi verranno in soccorso.

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