SKOGNATT – Ancient Wisdom

 
Gruppo: Skognatt
Titolo: Ancient Wisdom
Anno: 2018
Provenienza: Germania
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Ancient Wisdom
  2. Xibalbá
  3. World Apart
  4. Thanatos
  5. Dark Star
  6. Fallen / Outro
DURATA: 31:25
 

Una custodia tanto essenziale quanto efficace e una numerazione a mano (che ci fa sentire sempre un po' speciali) sono tutto ciò con cui si presenta nelle nostre mani "Ancient Wisdom", il primo lavoro di una certa rilevanza dei tedeschi Skognatt. Progetto personale di Danijel Zambo, si vanno a collocare nell'affollatissimo panorama del black metal atmosferico, un panorama nel quale, oggigiorno, bisogna letteralmente sgomitare per emergere un po'.

La forma finale di "Ancient Wisdom", anticipata lo scorso anno da un EP omonimo, non si prende rischi e ci propone di tutto un po': grosse tastiere di stampo dark ambient? Presenti. Chitarre in tremolo e blast beat? Ci sono. Passaggi acustici da ascoltare esclusivamente in mezzo alle foreste teutoniche? Non mancano di certo.

Uno dei punti a favore di questa opera è appunto il mix vincente di tutti questi elementi, che spesso rischiano di essere un cliché ma che qui risultano ben equilibrati. Abbiamo il black-doom melodico nella traccia di apertura e i ritmi lenti della successiva "Xibalbá", così come qualcosa di più sostenuto in "World Apart" (uno degli episodi più validi), che tuttavia non sfocia in una velocità e aggressività fini a se stesse. Da questo punto di vista, il lavoro di Gerileme alla batteria (unico musicista oltre al tuttofare DZ) è onesto, senza infamia e senza lode.

Le atmosfere lungo la mezz'ora del disco sono abbastanza variegate, dai paesaggi nebbiosi di "Thanatos", con tastiere quasi progressive (dico una bestemmia se cito i King Crimson?), ai riff ipnotici e estranianti di "Dark Star". A contornare il tutto, troviamo azzeccate melodie orientaleggianti che fanno capolino qua e là, rimandando vagamente a nomi come Cult Of Fire e Death Karma, dall'iniziale "Ancient Wisdom" fino alla campana tibetana posta in chiusura nell'outro che segue "Fallen" (quest'ultima con un testo preso in prestito da Lord Byron).

Tirando le somme, il primo grande passo degli Skognatt è positivo. Un lavoro che va sul sicuro, gestendo elementi tipici del genere, ma che comunque riesce spesso a destare l'attenzione dell'ascoltatore, anche in virtù della durata non eccessiva.

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