SKULL BRANDED PIRATES – The Legend Of Salty Jim

 
Gruppo: Skull Branded Pirates
Titolo:  The Legend Of Salty Jim
Anno: 2009
Provenienza:  Inghilterra
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Sail To War
  2. Cross-Skull Branded Thieves
  3. Hempen Jig
  4. Far Beyond Forever
  5. The Stormed And Cursed Seas
  6. The Legend Of Salty Jim
  7. Blackbeard's Last Stand
  8. Sea Doggin'
  9. Inside The Inn 
DURATA: 33:27
 

Quando si parla di pirati e metal il primo pensiero riporta il glorioso nome dei Running Wild, la band tedesca per scelta andata in pensione l'anno passato ha lasciato in eredità oltre una discografia imponente e priva di vere pecche, l'animo di chi ha solcato i mari del metallo con passione e dedizione.

Se gli Alestorm ne furono proclamati di primo acchitto i successori, per chi scrive forse con troppa fretta, e gli Swashbuckles hanno parvenza esclusivamente parodiale, gli Skull Branded Pirates nel loro approccio semplice e genuino per certi versi, pur non raggiungendo le vette dei Wild, ne ripercorrono almeno in parte la strada.

La band inglese fonde uno stile maideniano con tratti dell'heavy teutonico che dal punto di vista sonoro non tende sicuramente a inventare nulla, ma infonde la natura classica e volitiva, adatta a dei brani che narrando di storie marineresche non possono che avere un gusto retrò.

Tracce come la veloce "Cross Skull Branded Thieves", l'epicheggiante "Far Beyond Forever" e una coinvolgente "The Storm And Curses Seas" sono le highlights del disco e basterebbero per apprezzare a dovere la proposta dei ragazzi, un connubio fra musica e teatralità che espresso e impresso soprattutto nella prestazione vocale di un convincente One-Ayed Wilson.

Le chitarre di Fradders The Cabin Boy/Scare-V-Knave sanno confezionare trame di valore non prive del classico richiamo al passato, ma che solide si stagliano al di sopra di una fase ritmica, elaborata da Dread Pirate Duncan al basso e Davey Blast-Bastard, che unisce una discreta tecnica a una dinamica fatta di brevi, precisi e indovinati cambi di tempo.

Punto positivo in più vien dato dalla produzione che permette loro d'avere una buona definizione del suono, facendo in modo che i vari effetti, come i colpi di cannone esplosi all'interno di "Blackbeards Last Stand", non influiscano sulla qualità delle note emesse.

Una band con attitudine piratesca divertente e rilassata, un ascolto leggero, tuttavia suonato come si deve e che non dispiacerà ai fan del filone predoni dei sette mari e affini.

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