A.A.V.V. - Tarbathian Fortress

A.A.V.V. – Tarbathian Fortress

Gruppo:A.A.V.V.
Titolo:Tarbathian Fortress
Anno:2020
Provenienza:Estonia
Etichetta:Warhorn Records
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TRACKLIST

  1. Sküllfükk Satänik Slüts – Satänik Sexüal Speed Riders
  2. Ulguränd – Lõõm
  3. Ziegenhorn – Ziegenkvlt
  4. Koffin – Secrecy Of The Night
  5. Igor Mortis – Voices From The Mausoleum (I Want To Rot)
  6. Swarn – Sulphurous Rituals
  7. Kaev – Mourning Of The Sinner
  8. Langenu – Langetõbi
  9. Form – Antecedent Garden
DURATA:40:06

Dopo averne accennato durante l’intervista dedicata al Pergerus e alla cosiddetta Tarbathian scene, ecco finalmente lo split Tarbathian Fortress, edito dalla neonata etichetta locale Warhorn Records. Nove tracce capaci di fornire in appena 40 minuti un’idea discretamente chiara di quanto animi di questi tempi l’underground dell’Estonia del sud, con l’obiettivo puntato sul collettivo Pergerus.

L’opera si apre con la marcissima “Satänik Sexüal Speed Riders”, un concentrato di purissimo speed-black dal retrogusto motörheadiano firmato da quel trio di galantuomini che porta il nome di Sküllfükk Satänik Slüts; quattro minuti e mezzo di tamarraggine capaci di infilartisi in testa per ore e ore, se non presti attenzione. Segue il pagan black degli Ulguränd con “Lõõm”, un brano dai toni epicheggianti ma al tempo stesso connotato da quelle movenze folk talvolta al limite del danzereccio, risultando per questo ricco di sfumature. Quando la palla arriva in mano agli Ziegenhorn, i toni restano decisi e marcati, però l’attitudine e la violenza nell’approccio retrocedono e, in un certo senso, regrediscono; con un titolo che parla ampiamente da sé, “Ziegenkvlt” mette in mostra l’ottima fattura del war black caprino proposto da Baphometal Sadomator of Black Impurity, Puritanical Goatblasting Tyrantichrist Bearing Judgement ov Hellfyre e Kruxificator of Extragoatial Might e segna la fine della prima triade in cui è possibile suddividere la scaletta di Tarbathian Fortress.

I brani di Koffin, Igor Mortis e Swarn, a questo punto, occupano il nucleo dello split estone, rendendolo uniformemente — ma non omogeneamente — marcio. I primi, con “Secrecy Of The Night”, si presentano come fautori di un death metal crudo ma non per questo delicato, tutt’altro; i cinque minuti di mid-tempo e mazzolate sul cranio cedono poi il passo a “Voices From The Mausoleum (I Want To Rot)”, psicotico brano del duo Carbuncle-Hymen; le influenze grind sono tanto forti quanto corrosive e il grugnito putrescente vomitato su tre minuti di riff abrasivi non fa che confermare la descrizione dello stile della band offertaci da Maddy. Vorrei dire che dopo per fortuna tocca agli Swarn, ma non è tutto oro quel che luccica. Nel caso di “Sulphurous Rituals”, infatti, il riffing martellante, la batteria costantemente aggressiva e il cantato iper-violento promettono malissimo — nell’accezione più positiva dell’espressione — e non deludono affatto; poco meno di tre minuti di death metal con tutti i sacrosantissimi crismi.

La terza triade che compone Tarbathian Fortress è quella che identifico con l’etichetta sui generis. Sin dai primi secondi, “Mourning Of The Sinner” dei Kaev chiarisce il senso della mia affermazione: torniamo al black, stavolta pensato e proposto in chiave atmosferica, marcio, decisamente malevolo e, per quanto possibile, lo-fi, ma non per questo privo di spunti melodici e di idee apprezzabili, nel loro disprezzo. Coi tre minuti e più di “Langetõbi” muoviamo un passo deciso verso il termine dell’esperienza e i Langenu fanno un ottimo lavoro, tenendoci ancora lucidi con il loro mix sperimentale di droghe allucinogene dal gusto quasi stoner. Ai Form, infine, il compito di apporre la conclusiva firma a questo monumentale split di casa Warhorn: il sestetto di Tartu non si fa pregare e, anzi, cosparge generosamente i cinque minuti di “Antecedent Garden” di sostanze psicoattive che, al contatto con l’apparato uditivo umano, generano immagini distorte e caleidoscopiche nella mente.

Se la presentazione delle band coinvolte fatta da Maddy aveva attirato la tua attenzione, il recupero di Tarbathian Fortress non può che essere ancora più caldamente raccomandato. Uno split coerente e ascoltabile che coinvolge così tante formazioni è difficile da realizzare, specialmente senza sacrificarne la godibilità. I gruppi legati al collettivo Pergerus, però, ci sono riusciti più che bene e la prima uscita di Warhorn Records non può che farmi sperare positivamente per il futuro tanto dei singoli progetti quanto dell’etichetta.

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