SKW – Signs

 
Gruppo: SKW
Titolo: Signs
Anno: 2015
Provenienza: Italia
Etichetta: Sliptrick Records
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TRACKLIST

  1. Light
  2. The Final Destination
  3. Amnesia
  4. Signs
  5. Fail
  6. Never So Close
  7. A New D-Sign
  8. Fake Parade
  9. Red Sector A [cover Rush ]
  10. When Tomorrow Becomes Today
DURATA: 46:05
 

Dopo aver visto il video di "Amnesia", mi sembrava di aver fatto un salto indietro fino ai tempi delle superiori (fate pure circa quindici anni fa). Ritornelli arrabbiati e ostinati, accompagnati da linee di basso molto scandite e power chord dal suono estremamente «crossover», proprio il tipo di cose che consumavo al tempo. Gli SKW, ormai una leggenda del nu metal-crossover a livello italiano (e che noi avevamo già incrociato in passato), sono infatti recentemente tornati in azione con "Signs", inizialmente pubblicato a fine 2014 e poi redistribuito dalla Sliptrick Records a metà 2015. Non è un caso che la band lombarda abbia raccolto un buon seguito principalmente nel mercato americano, visto l'approccio e il tipo di sonorità impiegate.

La presentazione visiva strizza l'occhio allo stile tipico dei soliti noti e apparecchia la tavola per quello che ci aspetta. Musicalmente siamo esattamente dove dovremmo essere con queste premesse, un sound che sembra uscito direttamente dai tardi anni '90/primi '00. C'è qualche influenza metalcore, soprattutto nel cantato, ma non prende mai il sopravvento. La band spinge a sorpresa l'acceleratore in un paio di pezzi (come nel brano di apertura "Light"), addirittura portandomi alla mente il visual kei (ma questa è probabilmente una mia deformazione professionale). La sorpresa maggiore è sicuramente l'inserimento di una cover di "Red Sector A" dei Rush, così lontani dal bagaglio delle influenze più evidenti del gruppo, prima di chiudere su toni molto più korneggianti con "When Tomorrow Becomes Today".

Devo ammettere di non essere più un grandissimo ascoltatore di questo genere, tuttavia non è facile trovare altri nomi di questo livello in attività al momento. Se quel calderone al tempo noto come crossover è (ancora?) il vostro pane quotidiano, e soprattutto se cercate qualche buon progetto italiano che «ce l'ha fatta», questo lavoro degli SKW farà sicuramente al caso vostro. In caso contrario, difficilmente "Signs" vi farà cambiare idea su questo stile.

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