SLEESTAK – Skylon Express

SLEESTAK – Skylon Express

Informazioni
Gruppo: Sleestak
Anno: 2010
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.myspace.com/sleestak
Autore: Mourning

Tracklist
1. Skylon Express
2. Burnout
3. Library Of Skulls
4. Enik’s Lament
5. Angela
6. Sleestak Wardance
7. The Marshall Plane
8. Birds Of A Feather

DURATA: 57:50

Gli Sleestak si formano nel 2003, la band di Milwaukee composta da: Matt Schmitz (voce e chitarra), Dan Bell (basso), Brian Gresser (chitarra) e Marcus Bartell (chitarra) è una combinazione esaltante di sound southern di stile Down iperdrogato d’atmosfere seventies Black Sabbath e psichedelia Pink Floyd, Hawkwind, in pratica quella che si può definire una miscela da trip infinito.
L’album “Skylon Express” racchiude le fatiche musicali sin qui messe in piedi dalla formazione, sono stati infatti convogliati al proprio interno i due ep antecedentemente rilasciati, “Library Of Skulls” e quello che da oggi titolo al lavoro che mettono in evidenza quanto sia evoluta e appassionata la ricerca da parte del quartetto di soluzioni sia nell’ambito dei territori doom più vicini alla scia metal, sia alla corrente rock primordiale che ne ha influenzato le varianti ormai divenute sempre più importanti per la crescita del genere stesso.
Forse è stato anche un bene che la pubblicazione di quest’album sia arrivata sulla lunga distanza, “Skylon Express” già dal primissimo ascolto risulta essere maturo, ben calibrato e pienamente affine alla cultura musicale di cui si nutre, non c’è un solo pezzo che allenti la tensione, è completo.
Le danze vengono inaugurate proprio dalla titletrack che con i suoi dieci minuti e più è fra i capitoli più corposi della release, fortemente psych addicted e con una vena progressiva che s’inserisce a delinearne le peculiarità tese a espanderne il suono ridondante in alcuni fraseggi è ben diversa dalla successiva “Burnout” che fa della solidità profonda e terrena il proprio marchio, la traccia è pesante, un bel mattone che piazza nella parte centrale un riffone movimentato adatto a far muovere il collo a più riprese per poi tornare sui propri passi e riprendere la marcia lenta e devastante.
Questo tipo di proposte viaggianti, ricche di cambi d’umore e pressioni interne, sono all’ordine del giorno, la bravura di chi si cimenta sta allora nel far convivere i vari ingredienti nel modo migliore ed ecco che con “Library Of Skulls” gli Sleestak ci presentano una canzone che fa dell’equilibrio fra il versante doomico e quello psichelico la forza che ne alimenta le note e se mentalmente le lancette riescono a fare anche un salto all’indietro di un paio di decadi e più, la cosa non può esser che positiva, storia che viene ripetuta con “Enik’s Lament” una suite strumentale dove il gusto degli anni Settanta la fa da padrone e il pilota automatico s’inserisce da solo trasportandovi attraverso dimensioni parallele erette dalla coltre densa di psichedelia ch’esplode sottoforma di una pura e naturale improvvisazione.
Con “Angela” i ritmi s’infervorano e le melodie si fanno più accattivanti, anche la voce di Matt si pone con un graffio più incisivo, aggressivo ma che ben si presta all’approccio leggero offerto dalla canzone, “Sleestak Wardance” è al limite col death per la cattiveria con cui cinge l’ascoltatore, il riffing è serrato di quelli da headbanging e appare un growling scuro a evocarne il testo non fossilizzandosi e non smettendo di alternare scelte che lasciano piacevolmente spiazzati e se altro giro, altra corsa deve essere ecco che in “The Marshall Plane”, episodio colosso che incarna nuovamente la creatura che si nutre della visione settantiana, fanno la loro comparsa un hammond, il wah wah, un percorso lastricato di molteplici sensazioni che si rinvigoriscono o addolciscono assecondando le montagne russe istintive che la sorreggono.
Il breve finale con “Birds Of A Feather” non fa che dare conclusione a un album che vien voglia immediatamente di rimetter su, “Skylon Express” è suonato alla grande e prodotto in altrettanta maniera, il suono è definito e ben scandito per tutta la strumentazione e Matt ci mette l’ugola sfruttandola con le giuste proporzioni sia come acidità, sia come melodia.
Gli Sleestak si fanno amare per la loro reale attitudine nel proporre una miscela altamente esplosiva, unica cosa da fare è comprare il disco di questi ragazzi e attendere notizie sul lavoro che stanno per registrare, “Fall Of Altrusia”, dato che hanno deciso di affidarsi alle sapienti mane di Shane Olivo per dargli vita.
Acquisto decisamente consigliato.

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