SLEESTAK – The Fall Of Altrusia

Informazioni
Gruppo: Sleestak
Titolo: The Fall Of Altrusia
Anno: 2011
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.myspace.com/sleestak
Autore: Mourning

Tracklist:
1. In The Beginning
2. Exiled From The City
3. The Prophecy Of The Great Sleep
4. Regression Within The Hive
5. Disturbance Of The Coccoon
6. The Marshall Prophecy
7. Pakuni Shaman Chant Of The Altrusian Moth

DURATA: 50:06

I più attenti e abituali fruitori del sito ricorderanno probabilmente con piacere il monicker Sleestak, la formazione statunitense di Milwaukee l’anno passato con “Skylon Express” si rivelò nel ruolo di graditissima sorpresa spiccando non solo per una prova stoner/doom/psych di qualità superiore, ma mostrando senza paravento alcuno anche una personalità che attendeva solo di esplodere appieno. Un anno è trascorso e quel momento atteso è giunto con “Fall Of Altrusia”.
Il secondo capitolo del quartetto è a dir poco mastodontico, hanno avuto la capacità di convogliare la mole imponente dell’assetto stoner/doom combinandolo con una fase progressiva semplice, elegante e in costante evoluzione, le due nature fondendosi danno vita a una terza creatura dalla vitalità dirompente ma dotata altresì di un tocco delicato e inebriante quanto incantatore.
Cinquanta minuti che sanno di cinematografico, cinquanta minuti che vi apriranno dinanzi un’altra dimensione, un altro mondo che sta sviluppando una propria civiltà, un portale immaginario che verrà impresso con la forza dalle note più dure e incisive, che accarezzerà i lembi del vostro viso nell’attimo in cui vi esporrà le venature viaggianti/spacey fluttuanti che sorreggono un pensiero libero d’esprimersi e mutare privandovi di preavviso.
Se non avessimo a che fare con la pressione vocale di Matt in alcune fasi e alle profonde vangate che il riffing ci propone negli affondi più irruenti (“The Prophecy Of Great Sleep” quando accelera spacca letteralmente), il concept a capitoli connessi l’uno con l’altro che costituisce l’iter esecutivo e vitae di “The Fall Of Altrusia” potrebbe far pensare a un’opera d’arte musicale classicamente di natura progressive seventies. Se a questo aggiungete l’utilizzo splendido che Adam Barthell fa dei sinterizzatori, le atmosfere cangianti e un songwriting che rasenta la perfezione sia per fluidità, sia per il modo in cui mette in atto ogni singolo cambio di umore e stile, agli Sleestak si può affibbiare una sola colpa: aver creato un fottuto capolavoro!!!
Si potrebbero perdere giorni interi nel commentare l’album e schiettamente trovarsi di fronte ad altri “lottando” alla ricerca di una univoca candidatura che nomini il pezzo principe del platter, dibattere ampiamente su quale modifiche o migliorie si sarebbero potute apportare, di quanto e come la produzione stavoltaancor più che nella precedente (entrambe curate da Shane Olivo) già ottimale, esalti la strumentazione e la prestazione vocale varia e accattivante. Più se ne discuterebbe e più ci si renderebbe contoo d’aver fra le mani un lavoro di quelli che non escono tutti i giorni, perché ti rimane dentro molto dopo che l’ultima vibrazione ha terminato il suo corso, perché ti vien voglia di rimetterlo immediatamente su, perché ti assorbe e ti porta con sè, è una calamita.
Tirando le somme, amate lo stoner? Il rock progressivo e lo space? Avete avuto il piacere di ascoltare “Skylon Express” e siete rimasti colpiti dalla bravura di questi ragazzi? In questo caso non potete assolutamente perdere l’occasione di comprare “Fall Of Altrusia”, chi invece non avesse ancora incrociato il monicker Sleestak vada a botta sicura, un due su due di tale portata merita supporto e acquisto.

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