SLOE GIN – A Matter Of Time

SLOE GIN – A Matter Of Time

 
Gruppo: Sloe Gin
Titolo:  A Matter Of Time
Anno: 2013
Provenienza: Italia
Etichetta: Bloodrock Records
Contatti: Sito Ufficiale
 
TRACKLIST

  1. Lord Of Snowflakes
  2. My Dog Is Beautiful
  3. Spiritual Coma
  4. Dreams In A Jar
  5. Islero
  6. The Fugitive
  7. Don't Be Afraid Of The Dark
  8. Bring On The Lion
  9. Clouds Floating In A Blue Sky
  10. Decline And Fall Of Progress And Illusions
  11. Digital Space Wave
DURATA: 39:57
 
 

Gli Sloe Gin sono un nome nuovo all'interno del panorama italiano, anche se in realtà la gestazione del gruppo ha radici più datate: il responsabile della nascita del progetto è infatti Enio Nicolini, figura ormai storica del Metal tricolore, sul cui curriculum spiccano formazioni come The Black, Unreal Terror e Akron, gruppi che ogni appassionato del classico nostrano dovrebbe conoscere. "A Matter Of Time" è il debutto di questa realtà in cui il basso di Enio è accompagnato dal supporto dietro alle pelli di Giuseppe Miccoli e dalla versatile voce di Eugenio Mucci (entrambi ex Requiem e Insider).

Prima particolarità del disco: non c'è nessuna traccia di chitarra. Il mondo musicale non è certamente nuovo a tali esperimenti, ma bisogna ammettere che, molte volte, il risultato di queste scelte non è dei migliori. Non è il caso di questo "A Matter Of Time": il basso tesse trame che, sebbene non siano mai particolarmente intricate, svolgono un lavoro splendido e non fanno mai rimpiangere la mancanza della sei corde… ma sto già correndo troppo, andiamo con ordine. Il suono degli Sloe Gin, nonostante sia molto spesso ibrido, ha dei punti in comune con le band da cui i nostri provengono: pezzi come "Lord Of Snowflakes" e "Dreams In A Jar" rimembrano in buona parte il Doom più classico, ammantandosi di una sensazione di cavernosa cupezza. I pori della nostra pelle vengono penetrati da un'atmosfera tutta italica, tipica di un certo movimento oscuro che nella Bel Paese ha sempre prosperato grazie anche a nomi quali Death SS, Black Hole e, ovviamente, i The Black. Un ulteriore punto di forza del lavoro è l'ipnotismo che caratterizza brani come "My Dog Is Beautiful" e "Bring On The Lion": queste, con il loro incedere ossessivo e sinuoso, strizzano l'occhio perfino al Rock progressivo; con le splendide "Spiritual Coma" e "Don't Be Afraid Of The Dark", poi, l'ascoltatore finisce per farsi completamente incatenare ed ammaliare da momenti dall'estensione molto tetra e greve che si intersecano con movenze decisamente più dilatate e oniriche.

C'è però ancora altra carne messa sul fuoco dagli Sloe Gin. Stupendo è, ad esempio, il modo in cui in "Islero" e in "Clouds Floating In A Blue Sky" viene orchestrata (con risultati strepitosi) la convivenza tra la monoliticità del Doom, movimentati tratti a tinte Stoner e l'attitudine visionaria di un certo tipo di narcotizzante psichedelia, la quale sarà sicuramente amata da tutti coloro che fanno della musica settantiana il proprio pasto quotidiano. Meritano altresì menzione a parte lo spericolato andamento alternativo di "Decline And Fall Of Progress And Illusions" e "Digital Space Wave", l'impareggiabile viaggio lisergico che chiude l'album.

"A Matter Of Time", pur rimanendo all'interno di un'intelligente "semplicità", risulta particolare, per alcuni versi "sperimentale". Ciò che ci viene presentato è una ricerca sonora che, senza fare uso di eclatanti e cervellotiche pirotecnie, impregna di qualità e di personalità un'opera che va ascoltata, vissuta, sviscerata, assimilata e, infine, amata. "A Matter Of Time" è un lavoro semplicemente bellissimo, forse ostico ai primi impatti, sicuramente ricolmo di vibrazioni e di passioni: un album meraviglioso e da non perdere per nulla al mondo!

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